Dolcetto o filmetto?

Dolcetto o filmetto?

31 Ottobre 2019 0 Di il Cosmo

In occasione di Halloween, scopriamo quali sono i must da vedere durante la notte più paurosa dell’anno

di Elisa Torsiello –

Cala la sera e la luna fa capolino tra le nuvole di questo 31 ottobre. Le luci si accendono, si sparecchia la tavola, quando i citofoni iniziano la loro annuale sinfonia. Un’esecuzione perfetta di campanelli che suonano e porte che si aprono; il tutto guidato da una formula che negli ultimi anni ha conquistato anche l’Italia: “dolcetto o scherzetto?”.

Festa prettamente americana che vanta le proprie origini sin dall’epoca celtica (Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico), conosciuta perlopiù in territorio italiano attraverso la mediazione di uno schermo televisivo o cinematografico, film dopo film, abbiamo imparato a conoscere questa festività, ne abbiamo carpito i segreti, i costumi da indossare, le varie fasi da (e)seguire e, una volta che la volontà di emulazione ha preso il sopravvento, farla nostra assimilandola nella nostra cultura nazionale.

Se da una parte il mondo del marketing (soprattutto in ambito dolciario e vestiario) ha accolto a braccia aperte questa nuova introduzione culturale (“un carnevale più macabro” lo definiscono i giovani che abbiamo intervistato) dall’altro festeggiare Halloween significa per molti dare sfogo al proprio estro creativo, riportando in vita personaggi amati sullo schermo; per altri, invece, non è altro che una ghiotta occasione per recuperare dagli archivi della propria videoteca (o del proprio hard-disk) film dell’orrore – o pseudo tali – altrimenti rimasti nascosti in qualche antro di casa perché considerati troppo paurosi.

Fino a qualche decennio fa era considerato alquanto bizzarro vedere aggirarsi per le strade del proprio paese bambini vestiti da fantasmini, piccole versioni di Mercoledì Addams, streghe e zombie; oggi è la prassi, tanto che teniamo vicini alla nostra porta cestini pieni di caramelle e cioccolatini da offrire a questi piccoli viandanti del brivido. C’è chi, però, allo sfidare le prime morse del freddo di un autunno sempre più mite, preferisce passare la serata insieme ai propri famigliari. Sono bambini molto più assuefatti allo schermo della TV, o dello smartphone, e per questo molto più esposti all’orrore quotidiano di quanto lo fossimo noi alla loro età. Eppure, molti tra questi piccoli intervistati, preferiscono guardare un film sì di paura, ma edulcorato nei temi e nella messa in scena. Oltre alle puntate a tema proposte da serie ancora in voga come “Buffy – L’amazzavampiri”, “Sabrina vita da strega”, “I Simpson” (per non parlare di quelle di “The Office”, “Modern Family” e Supernatural, prodotti apprezzabili soprattutto da un pubblico più adulto) sono molti i titoli capaci di soddisfare l’attesa di brividi di tutta la famiglia, perché non così paurosi e, allo stesso tempo, capaci di sfruttare l’onda dei ricordi trasportando i più grandi in un’età solo apparentemente perduta come quella della propria infanzia. Stiamo parlando di “Hocus Pocus”, “Nightmare Before Christmas” (opera d’animazione, questa, dal duplice sfruttamento di visione, perché perfetta sia per Halloween, che per le festività natalizie), “Ghostbusters”, “La famiglia Addams” in tutte le sue forme, da quella televisiva, a quella cinematografica, fino a quella animata (è in arrivo al cinema, infatti, il film d’animazione dedicato alla stramba famiglia capitanata da Morticia e Gomez), “Beetlejuice” e “Piccoli Brividi”. Sono tutti lungometraggi capaci di attirare nella propria rete tessuta di mistero e un pizzico di paura spettatori di tutte le età, spaventando moderatamente i più piccoli e intrattenendo i più grandi. Non è un caso, infatti, se molti degli intervistati di età compresa tra i 18 e 35 anni, alla domanda “quali film guarderesti con la tua famiglia a Halloween” hanno citato la maggior parte di questi titoli. Dopotutto, molto prima che questa festa conquistasse anche l’Italia, opere come “Beetlejuice” o “Hocus Pocus” avevano già avuto modo di accompagnarci nel corso della nostra infanzia, causandoci i primi, infantili, brividi di paura.

Dei brividi, quelli veri, perché capaci di farti saltare dalla sedia, o nascondere il viso tra i cuscini, sono alla ricerca i giovani spettatori, radunati al cinema, o in casa, travestiti da grandi personaggi del passato e del presente (Undici di “Stranger Things” e i protagonisti di “The Walking Dead” o dei film di Quentin Tarantino sono quelli che vanno per la maggiore) amano guardarsi insieme un bel film dell’orrore. Grazie a cataloghi sempre più infiniti, proposti da piattaforme digitali come Netflix, o Amazon Prime Video, o dagli stessi canali in chiaro, ad allietare di terrore la serata più spaventosa dell’anno ci pensa una programmazione ad hoc, che ai grandi classici del genere (“L’alba dei morti viventi” di Romero, “Shining” di Stanley Kubrick, “Halloween – La notte delle streghe” di Carpenter, “L’esorcista” di Friedkin e “Carrie – Lo sguardo di Satana” di Brian De Palma, senza dimenticarci del grande “Il gabinetto del dottor Caligari”) affianca nuovi cult del presente, come il rifacimento in chiave più cruenta di “Suspiria” firmato da Luca Guadagnino, l’osannato “The VVitch” di Robert Eggers, “The Conjuring” di James Wan, “Hereditary” di Ari Aster, la serie “Hill House” o “Babadook” di Jennifer Kent, uno dei migliori horror degli ultimi anni, perché abile nel terrorizzare il proprio pubblico giocando con il suo inconscio.

Che siate in famiglia, per strada, o circondati da amici, ad Halloween non dimenticatevi di accendere la TV. Il vero scherzetto sarebbe perdersi un nuovo, lungo, brivido di paura.