La famiglia Addams, Montaigne e l’etnocentrismo: quando siamo fighi solo noialtri

La famiglia Addams, Montaigne e l’etnocentrismo: quando siamo fighi solo noialtri

7 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Tutti voi conoscete la storia e i personaggi della famiglia Addams. Una famiglia considerata a dir poco bizzarra che, dal 1938, è entrata a far parte di serie tv, lungometraggi, ma anche film di animazione, come quello uscito qualche giorno fa nelle sale. 

Proprio nel cartone animato che ha accompagnato molti italiani nella notte di Halloween, si può notare qualcosa di molto filosofico. L’intera famiglia vive in un mondo parallelo: una sorta di iper-uranio platonico, dove tutto sembra essere il contrario di tutto. Il brutto è bello, il puzzolente è profumato, l’antipatico è il simpatico. Con la famiglia Addams siamo di fronte a uno stravolgimento- ma che dico- a un vero e proprio capovolgimento di tutti i valori dell’Occidente e, più estesamente, della vita che consideriamo umana ed evoluta. 

Già, perché quello che riguarda noi lo consideriamo automaticamente e senza mezze misure evoluto, corretto. Tutto ciò che sembra essere diverso da noi, dalle nostre abitudini e dal nostro stile di vita… beh, quello non è evoluto. 

La famiglia Addams è un gatto nero in un gruppo di gattini bianchi. È il diverso, è l’inconciliabile, è l’incomprensibile. 

“Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi. Sembra che noi non abbiamo altro punto di riferimento per la verità e la ragione che l’esempio e le idee delle opinioni e degli usi del paese in cui siamo. Esso è sempre la perfetta religione, il perfetto governo, l’uso perfetto e compiuto di ogni cosa”. 

Chi lo diceva, ma soprattutto, quando? A sostenere tutto questo era Michel de Montaigne, un filosofo francese vissuto a cavallo tra il 1533 e il 1592. Illuminante pensare che una persona vissuta quasi 500 anni prima di noi potesse sostenere tesi così all’avanguardia, in un’epoca di superstizioni e ricerche inesorabili di capri espiatori. Montaigne nella sua speculazione spiega quanto sia sbagliato fare propria la teoria dell’etnocentrismo. Parliamo di una forma mentis diffusa massicciamente anche oggi, per cui si tende a giudicare tutto con i parametri della propria cultura. Un filtro che ci fa essere miopi in molte situazioni e che non ci fa cogliere la bellezza delle diversità. 

Montaigne aveva avuto come aiutante un uomo vissuto per più di dieci anni nel Nuovo Continente. Grazie alla sua testimonianza poteva affermare che in altre popolazioni non c’era nulla di selvaggio e di barbaro. 

La famiglia Addams è costretta a relegarsi in un castello maledetto, sulla cima di una collina, da cui si vede tutta la città, ma in lontananza. Mercoledì è costretta a stare lontana dalla società “normale”: tutto quello che potrebbe conoscere potrebbe essere fonte di sofferenza per lei. Ma il quotidiano entra nel castello sfondando la porta: è la spietata conduttrice televisiva Margaux Needler. La Needler nel cartone animato è proprio l’esempio di quella visione etnocentrica che Montaigne ci ha insegnato ad allontanare. Margaux è portatrice della perfezione suburbana, di quella voglia di primeggiare senza pietà, non guardando in faccia nessuno. 

E allora… cerchiamo di essere meno Needler e più Addams. Perché il mondo è bello perché è vario, non avariato…