Una settimana di politica ed economia fra il settore pubblico e quello privato

Una settimana di politica ed economia fra il settore pubblico e quello privato

7 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si è aperta giovedì 31 ottobre con la notizia della fusione tra il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e il francese Psa, a cui fanno capo Peugeot, Citroen e Opel. La nuova realtà si colloca al quarto posto al mondo per vendite annuali nel settore automobilistico, con un valore di circa 45 miliardi di euro e ricavi annuali per 170. Il ruolo di amministratore delegato è di Carlos Tavares, mentre John Elkann sarà il presidente.

• Venerdì primo novembre il focus delle pagine politiche della giornata è stato la tassa sulle auto aziendali. La manovra ha infatti previsto un aumento dal 30 al 60%, che sale addirittura al 100% per le vetture più inquinanti. La misura non contempla invece alcun aumento per le auto ibride ed elettriche. Secondo le stime, circa due milioni di lavoratori dipendenti si potrebbero trovare a pagare l’aumento.

• «A me sta a cuore l’Italia, non il futuro dell’avvocato Conte. Conte è stato il premier di una maggioranza che ha azzerato la crescita in Italia: per una serie di circostanze oggi si ritrova premier anche della maggioranza alternativa». Con queste parole Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha fatto discutere nella giornata di sabato 2 novembre. Una dura replica è arrivata dal Pd, con Dario Franceschini: «Il Governo Conte è l’ultimo di questa legislatura. Chi lo indebolisce con fibrillazioni, allusioni, retroscena di palazzo, fa il gioco della destra». Deciso anche il Movimento 5 Stelle: «Non esiste futuro per questa legislatura se qualcuno prova a mettere in discussione il presidente Conte con giochini di palazzo, immaginando scenari futuri decisamente fantasiosi. Lo stesso vale anche se si continua a indebolire quest’esecutivo attraverso messaggi che fanno male al Paese e che lo mettono continuamente in fibrillazione».

• Domenica 3 novembre un’altra norma contenuta nella bozza della legge di bilancio ha avuto il ruolo di protagonista: si tratta della cosiddetta “plastic tax”. Consiste in un’imposta su diversi prodotti monouso in materiale plastico, dalle bottiglie agli imballaggi. L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di rifiuti e l’inquinamento. Il provvedimento ha però diviso la maggioranza: Renzi ne chiede il ritiro, mentre Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, la considera importante nell’ottica delle politiche ambientali.

• Lunedì 4 novembre è iniziato l’iter parlamentare della legge di bilancio, con l’ingresso in parlamento. Sul provvedimento sono già attesi diversi emendamenti. La “manovra” vale 30 miliardi, con un intervento da 23 miliardi per bloccare l’aumento dell’iva. Per 16 miliardi è previsto il ricorso al deficit. Altri due miliardi sono legati alle cosiddette “microtasse”, come quella sulla plastica. «Andiamo avanti con coraggio e buon lavoro al Parlamento – auspica il ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà – che nei prossimi due mesi sarà capace di migliorare ancora di più la manovra 2020».

• Martedì 5 novembre il tema caldo della giornata è stato il ritiro di ArcelorMittal, che avrebbe dovuto acquisire l’ex Ilva. Dura la reazione del governo: «Non permetteremo ad Arcelor Mittal di ricattare lo Stato italiano mettendo sul piatto oltre 5 mila esuberi – ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli – Gli impegni vanno mantenuti e i cicli produttivi in flessione possono essere accompagnati con strumenti di sostegno, non licenziando le persone. Specialmente quando un anno prima si è firmato un accordo per la piena occupazione».