Ecco perchè “Io sono Giorgia” è un’arma a doppio taglio

di Federica Pirola –

I social stanno impazzendo: meme e video rimbalzano l’uno sull’altro per dire una sola cosa: “IO SONO GIORGIA”. 

Bene, ora la maggior parte di chi sta leggendo questo articolo sa di che cosa io stia parlando. Per i pochi che non fossero a conoscenza del fenomeno, mi riferisco al remix creato da MEM & J. I due dj milanesi hanno preso parte del discorso tenuto dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in piazza San Giovanni a Roma, il 19 ottobre, e hanno creato un tormentone da 4 milioni di visualizzazioni sul web. La nuova hit di certo ha conquistato il pubblico digitale, che, divertito, riposta frasi come: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana, sono italiana” e altre ancora.  

Così da qualche settimana, il remix ha fatto il giro dei social e non solo: è entrato nei programmi tv, nella scaletta del concerto di M¥SS KETA a Bologna e perfino in una cover di Gazzelle.  È diventato un gioco virtuale, che fa certo sorridere, se non fosse per il rovescio della medaglia. Giocare con i social infatti è come giocare con il fuoco: bisogna stare attenti. 

Nonostante il video sia stato palesemente costruito con l’intento di “prendere per i fondelli” la diretta interessata, usando le parole degli ideatori MEM & J, l’effetto avuto è stato inaspettato. Come ha sottolineato il fumettista e autore satirico Stefano Antonucci, il remix “Io sono Giorgia”, fatto con frasi estrapolate dai comizi della Meloni, non fa altro che rafforzare la narrazione che la Meloni fa di sè. Risultato? La hit è prima in classifica sui social e i sondaggi  danno Fratelli d’Italia al 10%. “È tutto molto incoraggiante. 😂”, scrive Giorgia su Twitter, alla faccia di quelli che volevano prenderla in giro.

Paradossalmente dunque , il remix, nato in chiave critica nei confronti delle posizioni  della Meloni riguardo a famiglia, diritti civili e unioni lgbt, ha reso più popolare il leader di centro-destra. E forse non c’è neanche troppo da stupirsi: in fondo, questi video non contengono una satira pungente e dunque non criticano in modo diretto il governo. I remix si limitano a riproporre con effetto boomerang le parole di Giorgia, a cui non resta che cavalcare l’onda e rendersi simpatica, facendo dell’autoironia il suo fattore di forza. Insomma, quando la satira piace al potere non è mai un buon segno, perchè supera il confine e diventa piaggeria. A conferma di ciò, in un’intervista al Corriere della Sera la leader di Fdl esulta stupita: “Di punto in bianco è come se il mondo si fosse accorto delle cose che dico. Persone che non ti ascoltavano oggi lo fanno. Se finisco in un remix – anche se montato per contestare le mie idee – in fondo significa che ho qualcosa da dire, no?”. Peccato che le cose che ha da dire sono: “La cittadinanza non è un diritto, è un premio” per dirne una, e altre frasi xenofobe sulla difesa della propria identità. Riproponendo questi discorsi,  i video remix che spopolano su Instagram fanno girare il messaggio di centro-destra, che viene indorato dalle risate che un meme può far scattare. La Meloni ha infatti trovato terreno fertile per fare breccia nella mente delle persone: è diventata un meme. Quale modo migliore, nella società 2.0, di piacere al proprio elettorato? Ma siamo sicuri di voler normalizzare messaggi come “se servono i muri, si costruiscono i muri….”? 

Perciò divertente canticchiare “genitore 1, genitore 2”, ma fate attenzione: state facendo un favore ( a gratis per altro) a Fratelli d’Italia. I social sono una potente arma a doppio taglio, è bene quindi saperla maneggiare con intelligenza e lungimiranza.

Rispondi