Il caso Ilva protagonista delle pagine politiche della settimana

di Fabiana Bianchi –

• La settimana politica di Cosmo si apre con il caso Ilva. Giovedì 7 il premier Giuseppe Conte è stato al Quirinale per riferire al presidente della Repubblica gli ultimi aggiornamenti sulla situazione. «Il problema non è lo scudo, l’ho offerto io subito, una volta aperto il tavolo con Mittal – ha riferito in seguito il presidente del Consiglio, ospite di “Porta a porta” – Ci hanno detto che il problema non era quello, ma che il piano industriale non è sostenibile economicamente. È una crisi aziendale non comune, perché c’è stata una gara pubblica».

• Il caso Ilva ha aperto anche una crepa all’interno della maggioranza per quanto riguarda il cosiddetto “scudo fiscale”. Nella giornata di venerdì 8 si è tornati a discutere sul tema: mentre Pd e Italia Viva si sono schierati a favore, i Cinque Stelle sono rimasti fermi sulla linea contraria. «Il governo ha dichiarato la propria disponibilità per quel che riguarda l’immunità – ha dichiarato Conte – L’ho offerta, ma è stata rifiutata».

• Caso Ilva in apertura delle pagine di politica anche sabato 9. Sul tema si è pronunciato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: «Se pretendiamo che nonostante le crisi congiunturali le imprese devono mantenere i livelli di occupazione, quindi finanziare disoccupazione e non mantenere le imprese, facciamo un errore madornale. Se c’è una crisi congiunturale legata all’acciaio, è inutile far finta che non ci sia. Bisogna capire come gestire questa fase permettendo di “costruire”, come accade in tutte le aziende del mondo – ha dichiarato – Ci sono strumenti come la cassa integrazione e gli altri, che si attivano in momenti congiunturali negativi delle imprese, occorre affrontare il problema con serietà e buonsenso. Il punto è creare sviluppo in quel territorio, costruire altre occasioni di lavoro, ma non sostitutive, complementari. Se l’Ilva arretra per la congiuntura internazionale, ogni azienda deve avere una flessibilità in chiave congiunturale». Dura la replica del segretario generale della Cgil: per Maurizio Landini si tratta di «parole senza senso: c’è un accordo da far rispettare, firmato un anno fa, che prevede degli impegni».

• Domenica 10 occhi puntati all’estero: in Spagna è stata giornata di elezioni. I risultati hanno rivelato uno stallo: i socialisti hanno ottenuto il 28% delle preferenze e di conseguenza il primo posto, ma i loro 120 seggi non erano sufficienti per la maggioranza. Vox, espressione dell’estrema destra, ha avuto un exploit con il 15,1% dei voti. Hanno toccato quota 20,8% i popolari, mentre Podemos si è fermato al 12,8%.

• Lunedì 11 la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata accolta a Roma. A riceverla il premier Conte. Numerosi gli argomenti trattati: dai migranti al caso Ilva. «Italia e Germania devono lavorare insieme per affrontare la comune responsabilità europea nel dare risposte adeguate ai cittadini – ha dichiarato Conte – Con la Germania ci troviamo a condividere spesso obiettivi e modalità per raggiungerli, qualche volta non siamo convinti delle medesime soluzioni, ma dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, non dobbiamo aumentare l’intolleranza e le forze disgregatrici nell’Ue».

• Sotto esame una proposta di legge di iniziativa popolare per modificare la legge Bossi-Fini. L’ha annunciata il pentastellato Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera. Il provvedimento, denominato “Ero straniero”, prevede la possibilità di permessi di soggiorno regolari per immigrati economici. «Promuovere l’immigrazione regolare, in raccordo con i settori produttivi del Paese – ha detto Brescia – deve essere una risposta strutturale per contrastare illegalità e lavoro nero».

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