Salvini e l’epic fail sugli ospedali

Salvini e l’epic fail sugli ospedali

21 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Ha perso una buona occasione per tacere? Si è espresso talmente male che la sua è diventata in breve tempo una epic gaffe, virale e quant’altro. Stiamo parlando di Matteo Salvini, leader della Lega, che ha aperto la campagna elettorale in Emilia Romagna con la frase che fa discutere (e sorridere): “Se vincerà Lucia Borgonzoni, anche in Emilia Romagna – come in Veneto – gli ospedali resteranno aperti di notte, il sabato e la domenica”. 

Fermi tutti: ospedali aperti? Sono chiusi? Sconcerto in sala, si direbbe. E battute di tutti i tipi contro l’ex ministro che si è lanciato – è il caso di dire – anima e corpo nella campagna elettorale, nel tentativo di espugnare una roccaforte rossa. Forse si è lanciato senza paracadute, in questo caso. Intendiamoci, Salvini aveva probabilmente l’intenzione di dire: “Se vinciamo noi, gli ambulatori degli ospedali saranno aperti anche di notte e nei weekend”. O forse parlava delle visite specialistiche. Ma nella fretta di lanciare slogan corti e facilmente memorizzabili, ha fatto la gaffe. Insomma, lo sappiamo tutti che i pronti soccorso degli ospedali sono aperti sempre, giorno e notte. E che pure i reparti funzionano sette giorni su sette. Ecco perché le risatine e le risate sguaiate non si sono fatte attendere dopo questa uscita. Sui social, in particolare. 

Vediamo le risposte più simpatiche. “Matté, ma allora dove va la mia vicina di casa infermiera quando dice che ha il turno di notte?”. “Ma infatti. Basta con tutti ‘sti pazienti butta in strada al weekend e recuperati il lunedì”. “Le voglio comunicare che mia figlia sta facendo il turno di notte. A Roma, Lazio. Ospedale aperto. Che strano!”. “Rido ora o quando scoprirai che in tutta Italia gli ospedali sono aperti addirittura nei giorni di festa, a Natale e a Capodanno?”.

Insomma, se la piazza (Maggiore) di Bologna aveva risposto già al raduno del PalaDozza del Capitano, quest’ultimo pare aver segnato un clamoroso autogol con la sua dichiarazione. Anche se fin quando si andrà ai seggi, molti se lo saranno dimenticati. Proseguiamo però con le prese in giro. “E anche stanotte ho avuto un gran sedere! Con la mia ambulanza, portando i pazienti all’ospedale, li ho trovati tutti stranamente e incredibilmente aperti”. “Sarà tre volte Natale. E festa tutto l’anno. Anche Salvini andrà a lavorare. Mentre gli altri già lo fanno”. “Le chiese saranno aperte anche la domenica”. “Berlusconi prometteva cose impossibili e saliva nei sondaggi. Salvini promette quel che già abbiamo e sale nei sondaggi”.

E ancora: “La Sicilia sarà finalmente un’isola, altro che Pd. Ci sarà un’autostrada tra Roma e Milano. Tutta una tirata! Porteremo la pizza anche a Napoli, ingiustamente esclusa fino a oggi. Faremo sparire il Molise. Confineremo con la Svizzera!”. Naturalmente, lo stesso governatore in carica, il democratico Stefano Bonaccini, ha risposto a Salvini precisando che gli ospedali sono già aperti in Emilia Romagna: “Informo la cittadinanza che in Emilia Romagna anche questo fine settimane il servizio sanitario sarà attivo, efficace ed efficiente come sempre. Salvini, non essendo di questa regione, può certamente non saperlo e voglio quindi tranquillizzarlo”.

Non manca naturalmente il social intervento di Osho: “Co tanti begli ospedali aperti nel weekend ancora che annamo a perde tempo nei centri commerciali”. 

Ora torniamo seri. Effettivamente, in Veneto c’è una particolarità che distingue questa regione da tutte le altre. E proprio per la sanità, come spiega il governatore Luca Zaia: “Nel 2018, 87.828 cittadini veneti hanno scelto di usufruire di una prestazione sanitaria negli orari serali e nei giorni prefestivi e festivi. Si tratta dell’offerta, unica in Italia, avviata dalla Regione Veneto e denominata ‘Ospedali aperti di notte’, che amplia gli orari delle prestazioni negli ospedali”. E ancora: “Il Veneto è stata la prima Regione d’Italia a lanciare questa nuova offerta, ed è l’unica a farlo in maniera organica in tutte le sue strutture sanitarie. La gente ha dimostrato di gradire, e ora, siccome in sanità chi sta fermo in realtà arretra e lungi da noi l’idea di stare fermi, abbiamo deciso di fare nuovi passi avanti, apportando miglioramento e novità a questa strategia. Puntiamo ad andare incontro al cittadino sempre di più anche dal punto di vista logistico, oltre che da quello, fondamentale, delle liste d’attesa”.

Infatti, “raggiungere un ospedale nei giorni prefestivi e festivi e nelle ore serali è molto più comodo, evita perdite di tempo nel percorso e nella ricerca dei parcheggi, agevola le persone che non devono chiedere permessi di lavoro, aiuta le famiglie che possono conciliare i loro impegni quotidiani con la necessità di accompagnare un anziano o un disabile a ricevere una prestazione”.

Delle 87.828 prestazioni erogate nel 2018, 48.225 sono state richieste in giorno prefestivo, 25.493 in orario serale, 14.110 in un giorno festivo. In Emilia Romagna, visto che di quello stavamo parlando, qual è la situazione della sanità? Il 15 maggio del 2019 è stato pubblicato il rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali’. E l’Emilia Romagna eccelle proprio nel settore: c’è una media di 30 giorni di attesa rispetto ai 110 della Regione Marche. Il Veneto viene dopo l’Emilia Romagna, per la cronaca.

L’Fp-Cgil spiega anche come si fa ad avere questo grado di eccellenza: “L’Emilia Romagna è un esempio di ‘best practice’ che dimostra come sia in effetti possibile migliorare, in tempo relativamente breve, le performance. Non è un caso che l’Emilia Romagna nell’ultimo biennio abbia investito sul personale (oltre 5 mila assunzioni, di cui 1.450 precari stabilizzati) e su sistemi di controllo informatizzati, strumento fondamentale per un governo pubblico e trasparente dei flussi di accesso alle prestazioni sanitarie. Quelle delle liste d’attesa rimane a oggi un problema che si colloca in cima alla lista delle ragioni di insoddisfazione dei cittadini verso il servizio sanitario. Il caso dell’Emilia Romagna, per altro, emerge anche per il forte investimento nella qualità delle relazioni negoziali con il Sindacato su questi temi e gli esiti di questo processo ne sono il frutto”.

La Regione ha anche predisposto il servizio Tdaer, Tempi di attesa in Emilia Romagna, consultabile online. Qui si può vedere anche lo stato dei tempi d’attesa dal 2015 a oggi, di tutte le tipologie di visite. Elenco facile da controllare, diviso provincia per provincia. 

Come dire che anche se Borgonzoni e Salvini si riferissero alle liste d’attesa, problema e vera e propria piaga della sanità in tutta Italia, hanno scelto comunque la regione sbagliata per lamentarsene. L’Emilia Romagna è molto avanti da questo punto di vista e, come abbiamo visto, il dato è incontestabile. Quindi gaffe sì, doppia. Per iniziare la campagna elettorale, il Carroccio ha iniziato con il piede sbagliato. Doveva informarsi meglio sulle reali necessità e su ciò che è migliorabile in Emilia Romagna. Certo, se Salvini non avesse fatto ridere tutta Italia parlando degli ospedali chiusi, dell’argomento non se ne sarebbe parlato. Ecco perché l’autogol è di quelli che si vedevano solo a ‘Mai dire gol’. Hanno tempo per rimediare, considerato che si vota il 26 gennaio, ma partono in situazione di svantaggio. Proseguendo il paragone calcistico: 1-0 per Bonaccini e palla al centro. La prossima volta potrebbe essere una buona idea non mandare avanti il Capitano.