I “rifiutati” dalla Rete che inneggiano alla violenza contro le donne

I “rifiutati” dalla Rete che inneggiano alla violenza contro le donne

21 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Sono noti come “incel”, contrazione dell’espressione “involuntary celibate”, ossia “celibato involontario”. Quella degli “incel” è una realtà diventata nota soprattutto lo scorso anno, quando Alek Minassian, prima di compiere un attentato a Toronto, inneggiò online alla loro rivolta.

Occorre però andare con ordine e capire innanzitutto cosa sia un “incel”. Si tratta di una persona, tendenzialmente di sesso maschile ed eterosessuale, che ritiene di non riuscire ad avere relazioni o rapporti sessuali perché rifiutato in quanto non attraente.

Quella degli “incel” è una subcultura nata soprattutto sul web: il termine fu coniato infatti negli anni Novanta, su un forum online, da una studentessa canadese, che tuttavia prese poi nettamente le distanze dall’accezione che il termine assunse nel corso degli anni.

Oggi è difficile delineare con precisione un’unica ideologia incel. Il fenomeno assume varie sfaccettature e gli stessi sedicenti “incel” sono persone molto diverse fra loro. Si possono però individuare alcune teorie strettamente legate agli ambienti di questo tipo, sebbene non necessariamente condivise da tutti gli appartenenti.

Una delle convinzioni diffuse nell’ambiente è che le difficoltà relazionali colpiscano soprattutto gli uomini, mentre per le donne sarebbe sempre e comunque più semplice trovare un compagno o quantomeno un partner sessuale. Questo spinge alcuni incel ad attribuire alle donne la detenzione di un cosiddetto “potere sessuale”. Per capire come le donne lo eserciterebbero, occorre fare riferimento a un’altra teoria, forse la più nota del mondo incel: quella chiamata “LMS”, acronimo di “look” (apparenza), “money” (denaro) e “status”. Secondo tale teoria, a determinare il successo relazionale di un uomo sarebbero appunto questi tre fattori. Lo stesso concetto di bellezza è generalmente recepito in modo estremamente oggettivo, addirittura valutato su apposite scale, e trova grande importanza nei forum e in generale negli ambienti “incel”. Non è un caso che molti di essi facciano riferimento a una presunta mancanza di bellezza dei frequentanti, che spesso si autodefiniscono “brutti” o comunque poco attraenti, giudicandosi duramente sulla base di parametri ferrei da loro stessi imposti. Si parla di “looksmaxing” per definire tutte le pratiche per migliorarsi esteticamente. Pratiche che la maggior parte degli “incel” ritengono utili fino a un certo punto: spesso si concentrano infatti su tratti impossibili da modificare, come l’altezza. L’attrazione, secondo questa teoria, non si baserebbe dunque su criteri come l’affinità intellettuale, ma su semplici e piuttosto animaleschi istinti di portare avanti tratti evolutivi utili per la sopravvivenza.

Tipico del mondo “incel” è anche l’inquadramento delle persone in determinati stereotipi. Fra i maschi, si distinguono soprattutto i “Chad”, ossia gli uomini di bell’aspetto, con tutte le “carte in regola” per avere successo fra le donne. Le donne vengono invece abitualmente divise fra “Becky” e “Stacey”. Le “Becky” sarebbero le donne meno vistose, meno attraenti, indipendenti, talvolta identificate anche con le femministe. Le “Stacey” invece incarnano lo stereotipo della bellezza prorompente: bionda, tutta curve, abbigliata vistosamente, la “Stacey” media vivrebbe della sua bellezza e intreccerebbe relazioni con i “Chad”. Vengono invece dispregiativamente definite “Normie” le persone normali, che vivono un’esistenza piuttosto convenzionale. 

Molto nota è la questione “redpilled” o, in italiano, “redpillato”. Mutuato dal film Matrix, in cui l’assunzione di una pillola rossa permette di cogliere la realtà nella sua dimensione reale, il termine indica quelle persone “illuminate” che avrebbero capito come funzionano veramente le relazioni umane. 

In diversi ambienti incel si può riscontrare una critica alla società. Talvolta alcuni di loro esprimono forme di rimpianto per epoche antiche in cui le donne erano costrette a contrarre matrimonio o comunque a dipendere da un uomo per potere affrontare l’esistenza. Alcuni incel giudicano quindi negativamente l’emancipazione femminile che avrebbe “sottratto” agli uomini una quota di potere sulle donne. Qualcuno rimpiange addirittura i tempi i cui i matrimoni erano combinati dai genitori. In generale, non mancano, purtroppo, punti di vista decisamente misogini, che vorrebbero le donne ridotte a meri oggetti. Alcuni estremisti auspicano addirittura delle “punizioni” per le donne, ree di disporre della libertà sessuale e quindi di potere scegliere con chi avere relazioni o rapporti. È facile capire perché gli ambienti di questo tipo siano tenuti attentamente sotto controllo da chi si occupa di studi di genere, ma anche di fenomeni come l’”hate speech” e il cyberbullismo.

Nella migliore delle ipotesi, anche quando non si parla di odio, è facile comunque riscontrare negli ambienti incel espressioni di disagio, ansia sociale, difficoltà a relazionarsi con se stessi e con gli altri, visioni distorte della propria persona. Tanto che diversi studiosi riscontrano fra le cause della condizione di incel un isolamento autoindotto: non sarebbero quindi le donne o comunque le altre persone a rifiutare la compagnia dell’incel, bensì sarebbe lui stesso a erigere intorno a sé un muro. 

Fermo restando che un incel non è necessariamente un potenziale terrorista, questo fenomeno è giunto alle cronache proprio per via degli attentati a esso correlati. Il primo caso risale al 2014: Elliot Rodger, di 22 anni, uccise sei persone e ne ferì altre 14 in California, prima di togliersi la vita. Lasciò un lungo scritto in cui lamentava di essere sempre stato rifiutato dalle donne. Un anno e mezzo dopo, il 26enne Chris Harper Mercer uccise nove persone nella sparatoria in un college dell’Oregon, per poi suicidarsi. Lasciò un manifesto analogo, in cui peraltro elogiava Rodger. Il 23 aprile 2018 il già citato Minassian uccise dieci persone con un furgone a Toronto: sul suo profilo Facebook inneggiava alla ribellione Incel e citava Rodger. Sono noti almeno altri due casi in cui la condizione di incel ha portato alla violenza.

Quali sono le dimensioni del fenomeno? Come gran parte delle realtà online, quella degli incel è difficile da quantificare con precisione. Esiste addirittura il termine “fakecel” per indicare chi si spaccia per incel sui forum senza esserlo veramente. Il social network Reddit ha ospitato a lungo una comunità di questo tipo, che contava oltre 40mila utenti, ma a fine novembre la community venne chiusa per il mancato rispetto delle regole contro l’hatespeech. Oggi diverse piazze virtuali incel si sono spostate nel deep web, rendendo ancora più ardua la stima dei numeri. In Italia, uno dei forum più noti sul tema conta circa 10mila utenti, ma è complicato stabilire quanti di essi siano attivi.

Senza scadere nella caccia alle streghe, quello degli incel è sicuramente un fenomeno a cui prestare attenzione.