Dal caso Ilva alla manovra: una settimana di lavoro intensa per il governo

Dal caso Ilva alla manovra: una settimana di lavoro intensa per il governo

28 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Fabiana Bianchi –

Via libera per il contratto dell’area sanità 2016-2018: è uno dei punti più importanti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di giovedì 21 novembre. Il nuovo contratto collettivo nazionale riguarda circa 130mila lavoratori del settore sanitario e, oltre ad ampliare forme di tutela già in uso, prevede incrementi retributivi e nuove tutele per i medici neoassunti. «Una bellissima notizia! Arriva il via libera in Consiglio dei ministri al nuovo contratto del personale sanitario pubblico – è il commento del ministro della Salute Roberto Speranza – Finalmente più risorse per chi ogni giorno si prende cura della nostra salute».

Venerdì 22 novembre il premier Giuseppe Conte ha incontrato i vertici di ArcelorMittal per discutere il caso dell’ex Ilva. Il presidente del consiglio ha annunciato l’avvio di un confronto in vista di «un nuovo piano industriale con soluzioni produttive con tecnologie ecologiche e massimo impegno nel risanamento ambientale». Un percorso, avvisa lo stesso Conte, che si preannuncia lungo e complesso e dall’esito incerto. Il governo ha garantito il suo impegno per ridurre al minimo gli esuberi.

Sabato 23 novembre sono stati i 5 Stelle i protagonisti delle pagine politiche. In un momento delicato per il partito, il leader Luigi Di Maio e il fondatore Beppe Grillo si sono incontrati a Roma. Durante l’incontro è emersa la volontà di proporre un nuovo contratto di governo a partire da gennaio. Fra i temi, il clima, salario minimo, il reddito universale, l’intelligenza artificiale, l’energia e le infrastrutture. Grillo ha ribadito l’idoneità di Di Maio al suo ruolo: «Lavora 25 ore al giorno e non può essere sostituito per nessuna ragione. Anzi, va sostenuto».

Il governo non cadrà a gennaio, ma occorre cessare le liti e mantenere la concentrazione. È l’assicurazione di Conte, arrivata domenica 24. Il premier ha annunciato per il nuovo anno una continuazione dell’attività di governo con «un cronoprogramma con le riforme che l’Italia attende da anni». «Verremo giudicati non per i proclami o le frasi a effetto – ha ricordato – ma per tutto ciò che di buono riusciremo a fare».

Lunedì 25 ricorreva la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Sul tema è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute». Gli fa eco Conte: «Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avvisto confronti: la violenza contro le donne rimane un’emergenza. Lavoriamo per una svolta culturale, che parta dai giovani. Domani ne parlerò in una scuola a Roma insieme alla commissione d’inchiesta sul femminicidio».

La plastic tax potrebbe dimezzarsi e tardare di sei mesi: è una delle modifiche attese per la manovra nel corso dell’esame parlamentare. «Inizialmente – ha illustrato martedì 26 il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli in audizione al Senato – la plastic tax era prevista al primo gennaio. Ho chiesto esplicitamente che fosse traslata almeno di sei mesi e visto che comunque incide probabilmente in modo troppo rapido sul nostro sistema produttivo la rimoduliamo per allungarla nel tempo e limitarne l’introduzione nel primo periodo ad alcuni specifici prodotti che sono fortemente impattanti sull’ambiente e che riguardano per esempio le plastiche non riciclabili».