“Eh già” di Vasco – quando la musica parla del presente 

“Eh già” di Vasco – quando la musica parla del presente 

28 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Federica Pirola  –

“Quale è per te la canzone dell’ultimo decennio?”. A questo sondaggio su corriere.it il pubblico  ha risposto “Eh già” di Vasco Rossi. Il brano della rockstar modenese ha ricevuto moltissimi voti, aggiudicandosi il primo posto. “In quattro parole”, direbbe Vasco, “Io sono ancora qua”.

Ed è davvero così: con una carriera pluridecennale costellata di alti e bassi, il cantante rock è riuscito a battere gli altri generi musicali. Le 25 canzoni in gara sono state selezionate da una giuria di 10 giornalisti e quindi forse vogliono dirci qualcosa di più sul nostro tempo… 

Vediamo il podio: in cima il simbolo del rock, al secondo gradino troviamo Marco Mengoni con “L’essenziale”, seguito da “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” di Jovanotti. Le canzoni vincitrici sono la fotografia di questo decennio. Anni in cui succede “di far la guerra e ambire poi alla pace”, in cui “sembrava la fine del mondo…” ma alla fine “siamo ancora in piedi, in mezzo a questa strada”. 

Italian singer and songwriter Vasco Rossi performs on stage at San Siro stadium in Milan, 1 June 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

Sono significative anche le canzoni che su quel podio non ci sono finite, come “Rolls Royce” di Achille Lauro e “Coprifuoco” di Vasco Brondi, che si chiede che cosa ci abbia fatto inventare le guerre di religione e le armi di distruzione di massa. Entrambi volti delle nuove generazioni di artisti che nelle loro canzoni parlano di droga, solitudine e instabilità. Molti si riconoscono in loro e così l’Italia può essere racchiusa in 25 canzoni. 

L’ultimo periodo è stato infatti una stagione entusiasmante per il rock, un po’ meno per il momento storico. Il fenomeno migratorio e la diffusione dei social network sono soltanto alcuni degli eventi che hanno segnato gli ultimi dieci anni. “Un’esplosione di ignoranza, egoismo e qualunquismo” è ciò che più colpisce Vasco, deluso da questo ritorno al passato oscurantista e bigotto, come rivela nell’intervista al Corriere. È perciò davvero necessario tornare all’essenziale di cui parla Mengoni e forse è per questo che il 14, 7% dei voti sono andati alla sua canzone che vinse Sanremo nel 2013. In questi anni di rabbie e paure, brani che vogliono lanciare un messaggio di speranza – “Riprenditi la vita che vuoi tu” canta Vasco – sono più che mai necessari. La semplicità delle sue canzoni, che rendono “eh già” un intercalare, è quello di cui quest’Italia ha bisogno. Un’ Italia in bilico fra manifestazioni di pace e discorsi vuoti. Un’Italia che frana, in tutti i sensi,  straziata dalla piaga dell’incuria e sempre in preda al terrore. Forse sono soltanto canzoni o forse sono davvero l’istantanea dell’incertezza e della fatica di questi anni. Come ci ha insegnato la storia, arte e politica non sono al servizio, ma lo specchio l’uno dell’altro. Nulla di nuovo: la cultura ha da sempre respirato il fermento sociale che aveva intorno e riproporlo non è semplice.

Però un dubbio mi rimane: in quest’Italia dell’opportunismo , è forse un caso che proprio in questi giorni sia arrivato al cinema il docufilm “Non stop live” diretto da Pepsy Romanoff e che racconta proprio il tour e le canzoni di Vasco? Che fortunata e sospetta coincidenza essere spalmati su due pagine di giornale proprio quando l’ultimo brano in uscita sta decollando. “Ci vuole abilità. Eh già”