I Lego che ridonano la vista

I Lego che ridonano la vista

28 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Quadrati, rettangolari, ad una fila, lisci e seghettati: chi di noi non ha mai giocato, almeno una volta nella vita, con i mitici mattoncini Lego? Con essi abbiamo creato, sperimentato e inventato mondi fantastici dai colori variopinti. Leggere dell’iniziativa del colosso delle costruzioni di realizzare dei mattoncini in braille per i piccoli non vedenti, mi ha regalato un gioia immensa. Sono queste le notizie che vorrei vedere ogni giorno sulle prime pagine dei giornali, di bruttezza ahi noi  ce n’è già troppa. 

Per questo motivo oggi ho deciso di parlarvene e di condividere della sana positività; si chiamano Lego Braille Bricks e la loro ideazione nasce nel 2011. Proposto per la prima volta alla Fondazione Lego dall’Associazione danese ciechi, il creativity plan è stato nuovamente sollecitato nel 2016 dalla Fondazione brasiliana Dorina Nowill. 

Da allora, in stretta collaborazione anche con altre associazioni del Regno Unito e della Norvegia, è diventato finalmente realtà, con tanto di prototipi. Un progetto che fonda le sue basi non solo sul classico divertimento, ma sull’apprendimento dal momento che i Bricks diventano alleati dei maestri scolastici per insegnare ai bimbi non vedenti a leggere e a scrivere in Braille. La tecnologia, ed in particolare modo gli audiolibri, hanno infatti semplificato l’interazione di chi non vede o ha problemi alla vista diminuendo però l’utilizzo del Braille.

Diversi studi hanno evidenziato come l’attuazione di questo metodo aiuti a stimolare indipendenza e un maggior grado di istruzione; da qui l’idea di dare una nuova veste al Braille. Il punto di forza dell’iniziativa? L’inclusività: i piccoli, ciechi e non, come dimostrano diversi filmati, costruiscono il loro alfabeto a vicenda imparando con il sorriso. Il prodotto è stato presentato il 24 aprile nel corso della Sustainable Brands Conference di Parigi ed è stato testato in lingua danese, norvegese, inglese e portoghese, mentre tedesco, spagnolo e francese sono attualmente in fase di sperimentazione. L’ultimo kit dovrebbe essere lanciato nel 2020.