Misery, il celebre romanzo di Stephen King rivive sul palco

Misery, il celebre romanzo di Stephen King rivive sul palco

28 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Luca Forlani –

Rivive a teatro Misery, tratto dal romanzo di Stephen King e reso celebre da un film cult.

Filippo Dini dirige e interpreta insieme ad Arianna Scommegna l’incubo di uno scrittore prigioniero di un’ammiratrice psicopatica, pronta a ucciderlo pur di riportare in vita il suo personaggio preferito.

Misery è una grande opera sul potere magico della narrazione – racconta il regista -Ed ecco perché poter portare questa storia in teatro è una grande occasione e un grande privilegio. Perché il teatro è il luogo della Magia”.

Il pluripremiato sceneggiatore e drammaturgo William Goldman trasformò il libro – pubblicato nel 1987 – in una sceneggiatura cinematografica utilizzata per il film omonimo del 1990 divenuto di culto diretto da Rob Reiner con James Caan e Kathy Bates, che per la sua interpretazione si aggiudicò Oscar e Golden Globe come migliore attrice.

La vicenda agghiacciante e claustrofobica dello scrittore Paul Sheldon caduto nelle mani della fan Annie Wilkes rivive ora in teatro, uscito dalla penna di colui che sceneggiò il film e diretto e interpretato da Filippo Dini, di recente insignito del Premio Le Maschere del Teatro Italiano.

Accanto a lui, nel ruolo dell’infermiera disturbata Annie Wilkes, la talentuosa attrice Arianna Scommegna e Carlo Orlando nel ruolo dello sceriffo. 

“Tra tutti gli scrittori che animano le creazioni di King, Paul Sheldon è il più forte, il più disperato – sottolinea Filippo Dini – Prigioniero del suo talento e della sua vocazione, scopre se stesso nel viaggio all’inferno in compagnia di Annie. E lei è semplicemente indimenticabile”. 

Misery è una nuova produzione di Fondazione Teatro Due, coprodotta da Teatro Nazionale di Genova e Teatro Stabile di Torino, ha debuttato, in prima nazionale, al Teatro Due di Parma il 26 ottobre ed è impegnato in una lunga tournée che toccherà le maggiori città italiane.

Ciò che racchiude questo testo, però, va ben oltre la storia terrorizzante dello scrittore Paul Sheldon, salvato da un brutto incidente stradale dalla sua fan numero uno che si trasforma in una carceriera e non si ferma davanti a niente pur di tenere in vita il suo personaggio preferito. Mentre Annie diventa l’incarnazione diabolica dell’amore che ogni essere umano nutre verso le storie e verso chi le racconta, l’autore sembra diventare un moderno Sherazade, o racconta o muore.

Ma non è ancora tutto, nell’angoscia della costrizione egli affronta faccia a faccia, come mai lo ha affrontato nella sua vita, il suo demone, incarnato da Annie, quello che accompagna la vita di ogni artista: il demone tirannico e folle della creazione, che tutto dona e che in cambio vuole la vita.

“Annie è l’esasperazione del desiderio e dell’amore per l’arte, di quella silenziosa e segreta preghiera che ognuno di noi innalza nel proprio cuore ogni volta che voltiamo la prima pagina dell’ultimo romanzo del nostro scrittore preferito. O che sediamo in platea, le luci si spengono e inizia lo spettacolo”, dichiara il regista.

Misery è un testo senza tempo in cui vengono indagati i meandri della mente umana che cerca le storie, le vuole, le brama, e che di fronte alla fonte di quelle storie non può far altro che innamorarsi e nutrirsi, anche a costo di distruggere per sempre chi alimenta i suoi sogni.