Tutti i migliori sono matti: da Erasmo da Rotterdam ad Alice in Wonderland

Tutti i migliori sono matti: da Erasmo da Rotterdam ad Alice in Wonderland

28 Novembre 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

“Ti svelo un segreto: tutti i migliori sono matti”. 

Si dice così nel celebre film di Tim Burton, “Alice in Wonderland”. 

La follia è qualcosa che fa parte di tutti noi. Qualcosa che, da sempre, viene visto come un elemento negativo per la società. 

“Alice in Wonderland” ha il suo matto. O meglio, ha il Cappellaio Matto. Un personaggio fondamentale, che poggia su dati storici e filosofici davvero spiazzanti. 

Il nome “Cappellaio Matto” è associato all’uso del mercurio nella lavorazione dei tessuti di un tempo. Una sostanza che avrebbe quindi prodotto sul sistema nervoso degli artigiani certi effetti… da folli. 

Nei primi anni del Cinquecento un filosofo importante, Erasmo da Rotterdam, diede alla luce il suo “Elogio della Follia”. Un testo all’avanguardia, scritto in poco più di una settimana, in un clima di superstizioni e di estrema follia. 

Erasmo da Rotterdam ci spiega che la Follia è la condizione necessaria e sufficiente per venire al mondo. Il neonato, una volta abbandonato l’utero materno, inala automaticamente lo spirito della Follia, che non abbandonerà mai. Ciò che colpisce è che la lungimiranza di un filosofo cinquecentesco, che nel suo lavoro arriva ad affermare che la Follia- e solo questa- può rendere l’uomo felice. 

“Ti dicono matto e in realtà tu sei solo felice”. Ce lo spiega il Cappellaio Matto, così come secoli e secoli prima ce lo aveva spiegato Erasmo. È come se senza Follia nel meccanismo della vita si inceppasse qualcosa: come se quell’ingranaggio tanto deriso da tutti fosse, in realtà, la componente più importante. 

Essere folli significa essere semplicemente se stessi, al di là di ogni apparenza. Essere folli significa essere coraggiosi: perché solo un folle riesce a togliersi la maschera e a far vedere a tutti quella bella faccia che si ritrova. Essere folli, sì, significa essere davvero felici, anche quando nessuno è in grado di capire perché. 

Quanto sono folli, piuttosto, questi normali! Tutti uguali, omologati, standardizzati in quel loro essere programmati per la normalità. La Follia è “colorata vivacità”, che cerca di offuscare una “noiosa normalità”, una malattia sempre più diffusa nella nostra società. 

La pazzia è considerata un’eresia: quante persone felici sono andate al rogo, quanti visionari sono stati allontanati dalle loro mete e quante vite sono state spezzate per colpa di un pregiudizio. Tutto questo è davvero folle, nell’accezione più brutta del termine. Quante ferite- fisiche e morali- sono state inferte nei manicomi di un tempo, quando essere pazzo significava dover per forza soffrire. 

Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe…