Ad Auschwitz c’erano piscine, cinema e teatro

di Alessandro Pignatelli –

Ad Auschwitz c’erano le piscine, era insomma una sorta di spa anni ’40. E a questo punto viene naturale domandarsi come mai Adolf Hitler mandasse proprio lì in vacanza gli ebrei, che lui odiava. Eppure, tra gli arrestati in Italia con l’accusa di aver tentato di ricostituire il Partito Nazionalsocialista italiano dei lavoratori, c’è chi ha detto proprio questo: “Ad Auschwitz non c’erano le camere a gas, ma le piscine, il teatro e il cinema. E ci sono le testimonianze”. 

Stiamo parlando dell’operazione ‘Ombre Nere’, eseguita dalla Digos di Enna. Due le donne che probabilmente avevano ruoli centrali: Francesca Rizzi, eletta Miss Hitler, e Antonella Pavin, la donna che reclutava i negazionisti e che faceva un lavoro insospettabile: l’impiegata in uno studio contabile. È lei che ha parlato dei presunti comfort che ci sarebbero stati in uno dei peggiori campi di concentramento utilizzati dai nazisti, lei che si faceva chiamare ‘sergente di Hitler’. “Sono una fan di Hitler, e allora?”. Lo ammette candidamente. I post? “Sono le mie idee, non le rinnego. Uno non può avere un’idea politica? Tutti i giorni c’è qualcuno che osanna Salvini o Che Guevara”. 

Un’idea ben precisa, la sua, sugli ebrei: “I sionisti dominano il mondo. Guidano le banche, decidono sulle politiche dell’immigrazione. Sono la rovina dell’umanità”. Non vi ricorda qualcuno? “L’Olocausto è una fandonia”. Lei sovversiva? “Io non ho ucciso nessuno. Non ho lanciato bombe. Mi stanno trattando come se fossi Riina, ma fare del male è un’altra cosa. Avrò scritto qualcosa di forte, ma che sarà mai”. 

Erano armati, non usavano quindi solo le parole per offendere. Avevano in programma di attaccare la sede dell’Anpi a Milano e di destabilizzare la città lombarda. Tra loro Francesca Rizzi, Miss Hitler, sicura che i Protocolli dei Savi di Sion siano reali (in realtà si tratta di una fake news). Insomma, queste persone andavano avanti a bufale negazioniste, ma avevano la possibilità di procurarsi pure le armi. Dunque, non erano solo post e parole. Fucili e coltelli sono stati ritrovati proprio a casa di uno degli arrestati, Pasquale Nucera. Ma le parole (forti) sono tante e sono state tutte scritte nelle chat criptate scoperte dagli investigatori che da due anni tenevano sotto tiro l’intero gruppo: “Solo a parlare dei giudei mi viene il prurito, brutte bestie vanno sterminati”. “Il mio sogno è sposare un ebreo per torturarlo giorno dopo giorno”.

Le manette si sono strette anche ai polsi di Pasquale Nucera, come detto. Si tratta di un ex legionario e vice coordinatore di Forza Nuova. Fungeva da reclutatore, ma faceva anche da addestratore in virtù del suo passato militare. Ed era un ex pentito della ‘ndrangheta calabrese. C’era poi un toscano nel gruppo, Marco Marinari, che nel 2009 si candidò a sindaco di Cecina nelle liste dell’Udc. Poi il passaggio al Movimento Sociale e, si presume, a idee sempre più estreme. Gli appartenenti al gruppo neonazista non nascondevano assolutamente le loro mire, forse convinti di non essere spiati e di essere dunque al sicuro all’interno della chat Militia (ora oscurata): “Possiamo avere a disposizione armi ed esplosivi, sforneremo soldati pronti a tutto”. Armi che sarebbero arrivate copiose grazie a Nucera, che era in grado di procurarle a tutti a prezzi scontati. In tutta Italia, sono 19 gli indagati per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere. Tra il materiale sequestrato, pure volantini con insulti ai parlamentari Emanuele Fiano e Laura Boldrini. 

Il gruppo aveva iniziato ad avere anche legami con l’estero, in particolare con Aryan White Machine – C18, affiliato al circuito neonazista Blood & Honour inglese (C18 è l’abbreviativo di Combat 18, in cui i numeri 1 e 8 indicano la prima e l’ottava lettera dell’alfabeto A e H: ossia i «Combattenti di Adolf Hitler) e con il partito di destra portoghese Novo Ordem Social. C’era già stata una Conferenza nazionalista, nello scorso mese di agosto, a Lisbona. Nell’occasione, un’indagata italiana era intervenuta in qualità di relatrice e si era distinta per l’accesa retorica antisemita. L’obiettivo era creare un’alleanza transnazionale tra i movimenti di ispirazione nazionalsocialista di Portogallo, Italia, Francia e Spagna. 

Era o poteva essere potenzialmente pericoloso. Proprio perché era organizzato, aveva armi e contatti con la criminalità organizzata. Tanto è vero che c’era già una struttura interna e territoriale del movimento, il simbolo e pure un programma dichiaratamente antisemita oltre che negazionista. Le perquisizioni hanno riguardato diverse città italiane, da Nord a Sud: Siracusa, Milano, Monza Brianza, Bergamo, Cremona, Genova, Imperia, Livorno, Messina, Torino, Cuneo, Padova, Verona, Vicenza e Nuoro. Di materiale propagandistico ne è stato trovato moltissimo: croci celtiche, calendari, busti di Mussolini, copie del Mein Kampf di Hitler, loghi antisemiti e striscioni con svastiche, bandiere naziste. 

Abbiamo parlato di un programma che il Movimento si era dato. Andiamo a scoprire quali sono i punti centrali. “La difesa dell’identità nazionale e della razza è un valore etico, che deve essere regolato solo con la promulgazione di norme che conferiscono dei vantaggi agli appartenenti al Popolo”. Si legge questo al capitolo 12 dei 25 che costituiscono il programma del Nsab, Nationasozialistiche Arbeiter Bewegung (Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori). Un vademecum razzista su cui fondare lo Stato Nazionale, composto “da tre categorie di persone: gli Appartenenti, gli Aggregati al Popolo, gli Stranieri”. Così viene definita l’onestà: “La prima garanzia etica che deve regolare ogni rapporto politico, sociale e giuridico. Ma deve anche tutelare la razza e difesa dell’identità nazionale, nel rispetto della forma etica”. 

Si legge ancora: “Al momento della costituzione, appartengono al popolo tutti gli individui che erano già precedentemente titolari di tale diritto, irrinunciabile e inalienabile, successivamente trasmesso ai loro figli naturali, secondo il principio dello jus sanguinis”.  E poi: “Lo Stato Nazionale è una Repubblica e il Governo Ordinario è nominato dal Comandante della Nazionale e resterà in carica a tempo indeterminato su fiducia consultiva del Parlamento”. 

L’operazione della Digos di Enna, che inizialmente riguarda solo esponenti locali e che poi si è allargata a tutta Italia, dimostra come non sia errato parlate di recrudescenze fasciste-naziste nel nostro Paese. L’estrema destra esiste e cerca di organizzarsi al di fuori dei canali parlamentari. L’antisemitismo non è un modo di dire da usare solo quando di mezzo ci va la senatrice Liliana Segre (costretta alla scorta per le minacce ricevute), ma uno strisciante e orribile modo di sentire da parte di più di un italiano. Che forse pensa davvero che l’Olocausto sia un film inventato dall’Occidente, che le camere a gas siano state una barzelletta e che i campi di concentramento siano stati in realtà una sorta di alberghi a cinque stelle. Invece no, la persecuzione contro gli ebrei (e non solo) c’è stata eccome. Peccato che la maggior parte di chi l’ha vissuta direttamente non possa ora raccontarcela in prima persona.

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