Chi finanzia i partiti in Italia? Il giallo del caso Renzi

di Federica Pirola  –

“Non parlarmi, non salutarmi, non prestarmi 700 mila euro” sono le battute di Maurizio Crozza nei panni di Renzi, durante la scorsa puntata di “Fratelli di Crozza”. Il riferimento è all’inchiesta sulla Fondazione Open che ha riportato alla ribalta il tema del finanziamento ai partiti. 

Ma cerchiamo di capirci qualcosa. 

In Italia, il finanziamento pubblico ai partiti è stato formalmente abolito dal governo Letta, mentre forme di sovvenzione indiretta continuano a esistere. I partiti possono anche contare sul “2 per mille”, una piccola quota dell’Irpef dovuta allo Stato che i contribuenti possono destinare al momento della dichiarazione dei redditi.

Ma i soldi, si sa, non bastano mai.

Così, per fronteggiare il drastico calo delle risorse pubbliche destinate ai partiti, è cresciuto significatamente il fenomeno delle fondazioni collegate a uomini o partiti per finanziare le attività politiche. Le associazioni di questo tipo sono spesso diventate il primo passo per fare politica e così è stato per l’ascesa dell’ex premier fiorentino e la sua associazione. La renziana Fondazione Open è una struttura parallela al partito di appartenenza, il Pd, utilizzata per raccogliere fondi, organizzare eventi e aggregare la base elettorale. Peccato che qui gli obblighi di trasparenza nella raccolta dei beni sono sempre stati inferiori rispetto a quelli fissati per i partiti, nonostante la recente legge “spazza – corrotti” ( e il nome è già un programma) abbia provato a risolvere il problema. Insomma, i furbetti ci sono dappertutto e di certo non mancano quando si parla di cifre elevate. Ci sono sempre più ombre che luci in questi casi, come ha rivelato l’inchiesta dell’Espresso che ha fatto emergere alcune anomalie nell’indagine della procura di Firenze sui finanziamenti alla Fondazione Open. 

Italian former Prime Minister and leader of Italia Viva (Italy Alive) party Matteo Renzi during the tv program ?Quarta Repubblica? hosted on Rete 4 by journalist Nicola Porro, Rome, 25 november 2019. ANSA/FABIO FRUSTACI

È successo che l’ex premier Renzi ha ricevuto un generoso prestito, pari a 700 mila euro, per comprare una lussuosa villa tra le colline fiorentine. L’acquisto della casa risale a giugno 2018 e già all’epoca qualcosa non tornava. Poco prima della spesa, infatti, Renzi aveva dichiarato di avere solo 15 mila euro sul conto, somma di certo non sufficiente per comprarsi una casa che vale 1,3 milioni. Al tempo, si era difeso dicendo che aveva semplicemente iniziato un mutuo. Tuttavia, dalle indagini della procura di Firenze sulla Fondazione Open risulta che il 12 giugno 2018 Anna Piccioni avesse fatto un bonifico di 700 mila euro per l’ex ministro. L’anziana donna in questione è la madre di Riccardo Maestrelli che di certo non è un imprenditore qualunque. Proprio lui infatti era stato nominato dal governo Renzi il 5 maggio 2015 nel consiglio di amministrazione in Cassa depositi e prestiti Immobilare Spa ed è, guarda caso, tra i finanziatori della Fondazione Open. Capito il presunto fattaccio? Un do ut des tutto all’italiana: nel 2015 Maestrelli viene nominato , nel 2018 l’acquisto della famigerata casa. Insomma, da “finanziamento da parte dei privati” a “tangentopoli” è un attimo. 

Così Renzi oggi si trova un po’ contro tutti, denunciando a suon di querele giornalisti e magistrati i cui atti sono stati definiti “un vulnus per la democrazia”. Il fondatore di Italia Viva in questi giorni ha replicato di aver restituito tutto e di voler denunciare l’Espresso per violazione del segreto bancario.

Il caso è diventato un giallo e gli investigatori della guardia di Finanza stanno indagando se chi ha versato denaro “per sostenere l’attività politica di Matteo Renzi” abbia ottenuto vantaggi per le proprie aziende o incarichi nelle istituzioni. Secondo i magistrati fiorentini, la Fondazione Open sarebbe infatti “l’articolazione di un partito”.

E gli italiani cosa dovrebbero dire di fronte all’incoerenza di certi politici che, come ha dichiarato lo stesso Renzi, “di giorno fanno i moralisti, di notte salvano le loro”? Dove è finita l’etica politica?

Per ora, “noi non si lascia” ha riferito il leader di Italia Viva, “ma si raddoppia”. Speriamo non alle spalle degli italiani… 

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