Russia, ci risiamo: niente olimpiadi e mondiali per doping

di Alessandro Pignatelli –

Niente Olimpiadi di Tokyo 2020, Campionati del mondo di calcio di Qatar 2022 e Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Stangata della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, sulla Russia, accusata di aver falsificato i risultati di laboratorio di più di 140 atleti. La Russia, in questi quattro anni, non potrà neanche ospitare manifestazioni di livello internazionale. 

L’esecutivo della Wada ha fatto seguito a quanto suggerito lo scorso 25 novembre dal suo Comitato indipendente di revisione della conformità (Crc). La squalifica arriva perché “l’agenzia antidoping russa è al centro di un caso estremamente grave di inosservanza dell’obbligo di fornire una copia autentica dei dati (145) del laboratorio di Mosca”. Viene ravvisato il doping di stato, insomma. Effettivamente, questa storiaccia di doping aveva visto coinvolti i servizi segreti (Fsb), il ministero dello Sport, il laboratorio antidoping di Mosca, altri enti nazionali e federazioni, come quella di Atletica leggera. Sarebbero coinvolti più di mille atleti di sport estivi e invernali, tra il 2012 e il 2015.

L’atletica leggera russa è sospesa da novembre del 2015, gli atleti che hanno potuto dimostrare di essere puliti hanno gareggiato come indipendenti. Succederà la stessa cosa adesso: chi dimostrerà di non aver mai avuto problemi di doping, potrà partecipare alle Olimpiadi, ma da indipendente e senza inno nazionale. La Russia ha tre settimane di tempo per fare ricorso al Tribunale arbitrale internazionale dello sport (Tas) di Losanna. Dopo questo ulteriori grado di giudizio, la decisione sarà definitiva.

Le accuse ai russi sono pesanti. Non solo manipolazione di dati del laboratorio, ma anche documentazioni false costruite appositamente e cancellazione di files in cui verrebbe invece provata la positività di alcuni atleti. E, naturalmente, l’uso di sostanze vietate dai regolamenti. Il ministro degli Esteri di Mosca, Serghej Lavrov, così ha commentato la decisione della Wada: “Si vuole mettere la Russia sulla difensiva, accusandola di tutto in ogni sfera della vita internazionale: guerre, economia, energia, gasdotti, vendite di armi”. Jurij Ganus, responsabile di Rusada (l’agenzia russa antidoping), ha parlato apertamente di “tragedia” per lo sport russo, aggiungendo che effettivamente molti test sono stati cancellati o manipolati: “Non c’è alcuna possibilità di vincere l’appello al Tas”. Ci sarebbero diversi atleti influenti tra coloro che sono stati ‘salvati’ dai test manipolati e cancellati. E tanti, secondo Ganus, starebbero pensando di lasciare la Russia per poter competere alle Olimpiadi dell’estate prossima in Giappone. 

Dmitrij Svishchev, presidente della Federazione di curling, ha invece condannato la decisione della Wada: “Stiamo parlando di problemi vecchi, per i quali la Russia ha già pagato. Abbiamo fatti notevoli progressi nella lotta al doping. Punire così gravemente le nuove generazioni di atleti è eccessivo”. 

Il bando non dovrebbe riguardare gli Europei 2020 di calcio, con la Russia che ospiterà alcune partite della fase finale a San Pietroburgo (i campionati europei di calcio non sono considerati tra le manifestazioni sportive principali). Anche la finale di Champions League del 2021 si dovrebbe svolgere regolarmente. Lo ha fatto sapere la Uefa. Ma in questo momento, appare solo un brodino per i russi. 

Il portavoce della Wada ha spiegato come e chi potrà partecipare alle gare internazionali: “Gli atleti russi se desiderano partecipare ai Giochi Olimpici o Paralimpici o qualsiasi altro evento importante incluso nelle raccomandazioni, devono dimostrare di non essere coinvolti nei programmi di doping descritti nel rapporto Mclaren o che i loro i campioni non sono stati falsificati”. Duro il presidente dell’Agenzia mondiale, Craig Reedie: “Il doping russo ha danneggiato lo sport pulito per troppo tempo, alla Russia è stata data ogni opportunità per ripulirlo, ma invece ha deciso di continuare a ingannare e negare. Allo stesso tempo, la decisione preserva i diritti degli atleti russi, che possono dimostrare di non aver beneficiato di questi atti fraudolenti”.

Svetlana Zhurova, primo vicepresidente del commissione internazionale della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, ha reagito così: “Il 19 dicembre si terrà una riunione del Consiglio di vigilanza della Rusada: deciderà se la Rusada accetta queste raccomandazioni o meno. E il tribunale di Losanna in seguito. Sono sicura al 100% che la Russia andrà in tribunale perché dobbiamo difendere i nostri atleti”. 

Non sono mancate poi le dichiarazioni del primo ministro della Russia, Dmitry Medvedev: “Il fatto che queste decisioni continuino a ripetersi e spesso siano applicabili a quegli atleti che sono già stati puniti in un modo o nell’altro ovviamente fa pensare che ci sia una continuazione dell’isteria anti-russa, già diventata cronica. Proprio di recente, in un’intervista, ho detto che anche in questo caso, da parte russa, nella nostra comunità sportiva, esistono ancora notevoli problemi con il doping, è impossibile negarlo”. Un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire. 

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha invece così fatto sentire la sua voce: “La scelta dell’Agenzia mondiale antidoping di escludere la Russia dai Giochi olimpici è una decisione politicamente motivata. Ma contraddice la carta olimpica. Non c’è alcun rimprovero da fare al comitato olimpico russi, il Paese deve partecipare alla competizione sotto la sua bandiera nazionale”. 

Tra i vari divieti che fanno seguito alla decisione della Wada e che diverranno esecutivi dopo che eventualmente si sarà pronunciato anche il Tribunale di Losanna, c’è lo sventolio della bandiera della Federazione russa, l’inno nazionale che non verrà eseguito in manifestazioni di carattere internazionale quali Olimpiadi, Paralimpiadi estive e invernali, Mondiali. Non è ammessa neanche la parola Russia e il suo acronimo internazionale ‘Rus’ accanto ai noi di atleti e squadre. 

E ancora: divieto per i funzionari del governo russo di partecipare a sedute di Consigli di amministrazione o nei Comitati dei firmatari del codice antidoping mondiale. I rappresentanti del Governo russo non potranno altresì partecipare ai Giochi Olimpici e Paralimpici, nonché ai Campionati mondiali. Stesso divieto per i rappresentanti del Comitato olimpico e paralimpico russo.

Una conseguenza della squalifica russa potrebbe essere l’ammissione alle prossime Olimpiadi per l’Italia maschile della ginnastica artistica, tredicesima e prima esclusa dopo i Mondiali di Stoccarda, ad appena mezzo punto dalla Germania dodicesima. L’esclusione della Russia potrebbe ora portare al ripescaggio del quartetto azzurro. Ci sono al momento molti punti interrogativi, in ogni caso. Quello che è certo è che l’assenza della Russia sarebbe davvero clamorosa visto che Mosca porta sempre a casa numerose medaglie ai Giochi olimpici. Si aprirebbero nuove prospettive, in varie discipline, per molti atleti che di solito sono costretti a subire la supremazia russa. Sia alle Olimpiadi estive sia a quelle invernali. Prendete sport come la ginnastica, appunto, ma anche l’hockey su ghiaccio, il pattinaggio artistico, altri sport di squadra. Tra tre settimane avremo la conferma o meno di questa assenza. 

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