Natale fuori sede: quanto costa poter festeggiare coi propri cari…

Natale fuori sede: quanto costa poter festeggiare coi propri cari…

12 Dicembre 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Tornare a casa per Natale può essere un’impresa. Lo sanno bene gli studenti fuori sede, in particolare quelli che sono andati al Nord a frequentare, ma che arrivano dal Sud Italia. Sotto l’Albero, un desiderio: “Poter tornare a casa”. Ma per farlo, serve aprire un mutuo, tanto sono esosi i biglietti aerei e pure quelli per prendere il treno. Calore familiare, sorrisi, mamma e papà, l’Albero di Natale e i regali da scartare insieme a loro: un sogno che per molti è vietato. Magari si può provare nel lasso di tempo che passa da Santo Stefano all’ultimo dell’anno, quando i prezzi subiscono un temporaneo calo. Ma c’è anche chi è obbligato a passare pure la fine e l’inizio del nuovo anno su al Nord.

E non sono solo i giovani universitari a dovervi rinunciare, ma pure chi lavora. I prezzi degli aerei sono davvero proibitivi e qualcuno dovrebbe intervenire, fare qualcosa. Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud, ben aveva sintetizzato la situazione: “Metropoli calamita”. Sono quelle città che attraggono senza poi restituire. Milano, Roma e quant’altro. Spostarsi da una parte all’altra dell’Italia diventa più complicato che prendere l’aereo e andare all’estero. Non si torna a casa, non per Natale, non per Capodanno. Magari in un altro momento dell’anno. Serve accontentarsi.

Prendiamo Milano – Palermo via Alitalia, tra il 21 dicembre e il 5 gennaio. Il biglietto arriva a costare quasi 800 euro, come molti voli intercontinentali. Pure scegliendo una compagnia low-cost, come può essere Ryanair, il costo del biglietto resta improponibile per molte tasche. Da Orio al Serio al Falcone Borsellino bisogna tirare fuori più di 500 euro. Stiamo parlando di sola andata, naturalmente. Il paradosso è che, negli stessi giorni, per andare da Milano e Londra, si spendono 18 euro, andata e ritorno. È molto più facile, insomma, decidere di passare Santa Claus sul Tamigi. Dove, però, manca un ingrediente fondamentale delle feste: la famiglia. Che già non si vede durante gli altri mesi per colpa dello studio, degli esami, del lavoro.

Forse state pensando che però abbiamo scelto un mezzo di trasporto notoriamente più adatto ai ricchi, cioè l’aereo. Proviamo allora a scendere le scalette e recarci in stazione per prendere un treno, che dovrebbe essere davvero alla portata di tutti. I biglietti per Palermo e per Catania costano di meno, certo, ma arrivano a quasi 400 euro. E le ore da passare sui treni sono 14 consecutive, considerando cambi e coincidenze.  La Regione Sicilia si è mossa in qualche modo, chiedendo che venga riconosciuta la continuità territoriale aerea, con un tetto massimo al prezzo dei biglietti per i siciliani, un po’ come succede per i sardi. Qui c’è la continuità territoriale da Cagliari, Olbia e Alghero per Fiumicino e Linate, con un costo fisso per i residenti sull’isola di 45 euro per Roma e di 55 per Milano, tasse escluse. E il prezzo è lo stesso dal 2013. 

Se mettiamo un attimo da parte la Sicilia e proviamo a vedere com’è la situazione per le altre destinazioni del Mezzogiorno, scopriamo che il viaggio continua a essere della speranza. Viaggiando low-cost, per andare in Calabria, si spendono 300 euro per Lamezia Terme, 400 per Crotone e 600 per Reggio Calabria. Atterrare a Pescara costa 200 euro, a Bari o Brindisi saliamo a 250 euro. 

Se vi siete dunque trasferiti al Nord per ragioni di studio o di lavoro, sappiate che dovete provare a risparmiare negli altri mesi dell’anno se poi volete avere una possibilità di passare le feste con i cari. Altrimenti, niente da fare. Vi tocca rimanere lì dove siete. Torniamo a parlare dei treni, di Trenitalia in particolare. La compagnia ha cinque fasce prima del prezzo base, tra cui una dedicata ai giovani. Peccato che i biglietti in offerta siano a numero limitato e destinati, soprattutto nei periodi di punta dell’anno, a finire presto. Per questo 2019, per esempio, sono già terminati; i ritardatari si devono accontentare dei prezzi più alti. Il che porta al ragionamento iniziale: spesso si deve proprio rinunciare. Anche perché si può pure trovare la sgradita sorpresa del treno tutto esaurito, pur se si è deciso di affrontare un’ingente spesa. 

Un fenomeno strettamente collegato è la nascita di gruppi, sui social network, che fanno rivendita e scambio irregolare dei biglietti, punti e codici sconto. 

Abbiamo lasciato per ultima l’opzione davvero più lunga e stancante, quella del pullman. Le ore da passare sopra sono tante, su strade e autostrade super trafficate. Il biglietto può essere conveniente, ma vale la pena? L’Italia è spaccata in due durante le vacanze. Servirebbe un calmieratore dei prezzi. Non possiamo che fare un appello per tutti coloro che si trovano fuori sede e che davvero hanno solo il desiderio di riabbracciare i propri cari in un periodo dell’anno in cui, come dicono anche i proverbi, bisognerebbe stare con i ‘nostri’. C’è tutto il resto dell’anno per stare da soli o con gli amici. 

Così com’è la situazione oggi, però, solo chi è ricco può fare avanti e indietro per l’Italia in qualunque periodo dell’anno. Chi ha un posto di lavoro stabile, rischia di giocarsi tutto lo stipendio del mese solo per il viaggio. Chi il lavoro neanche ce l’ha, ma studia, deve sperare in grossi regali da parte di famiglia a parentado per potersi permettere di tornare a casa. Naturalmente, le compagnie ci marciano sul bisogno di rivedere mamma e papà. Federconsumatori ha calcolato rincari del 188 per cento per un week end con spostamento aereo in Calabria, Puglia e Sicilia durante le festività natalizie. Alcuni ticket sono cresciuti addirittura del 360 per cento. Il Roma – Reggio Calabria passa dai 59,50 euro dell’8-10 novembre ai 128,50 del periodo festivo. Un Milano – Bari passa da 39,15 euro a 97 euro. L’Easy Jet delle 7,15 – Milano – Catania – sale da 55 euro a 201. Roma-Palermo andata e ritorno, come detto, arriva a costare 700 euro, come Roma – New York.

Se volete prendere il treno il 23 dicembre e fare Roma – Reggio Calabria dovete spendere il 144 per cento in più rispetto all’8 novembre. L’Alta Velocità Roma – Bologna passa da 35,90 a 62 euro. Nonostante Trenitalia faccia sapere di non aver cambiato offerte e prezzi, l’Osservatorio dell’associazione consumatori fa rilevare che l’aumento minimo in treno è del 20 per cento. Per i bus, che come abbiamo scritto è comunque il mezzo più competitivo, l’aumento va dal 14 al 101 per cento. C’è il Bologna – Bari, per esempio, che passa da 19,98 a 39,99 euro. Federconsumatori chiede l’intervento dell’Antitrust e dell’Autorità dei Trasporti.

L’Unione degli Industriali – Confcommercio di Palermo ha lanciato una petizione su Change.org contro l’aumento del costo dei biglietti per la Sicilia per le festività. “Questa speculazione praticata dalle compagnie aeree non solo colpisce i numerosi pendolari e lavoratori che si trovano fuori dalla nostra isola, ma penalizza tutte le aziende che devono usufruire dei servizi aerei per i propri dipendenti. In molti casi, le imprese rinunciano allo spostamento di sede a discapito della conclusione di affari”.

Giancarlo Cancelleri, vice ministro per le Infrastrutture, è di Caltanissetta, dunque ha particolarmente a cuore la situazione. Sta lavorando per far introdurre una tariffa sociale per studenti, anziani e disabili. Con un emendamento alla manovra. “La Regione siciliana non ha chiesto la continuità territoriale per Palermo e Catania e in questi due scali, per questo motivo, non si possono ancora attivare biglietti sociali”.