Non sappiamo più comunicare

Non sappiamo più comunicare

12 Dicembre 2019 0 Di il Cosmo

di Michela Trada –

Per chi ha scelto di fare della comunicazione la propria ragione di vita scrivere un editoriale del genere non è affatto semplice; moralmente, però, mi sento in dovere di farlo. Forse non ce ne rendiamo conto, ma oggi la maggior parte di noi non sa più comunicare. In pochi anni, abbiamo perso tutto: educazione, rispetto, rapporti umani. Ed il “bello” è la totale inconsapevolezza di ciò; ho perso il conto di quanti messaggi senza senso io riceva ogni giorno.

Senza senso non tanto per la forma, tutto avviene secondo le leggi della semantica e della grammatica (ammetto di essere fortunata da questo punto di vista tenendo conto degli scempi che spuntano in ogni dove), quanto per il contenuto; a volte mi chiedo se siano davvero professionisti ed adulti quelli che li plasmano sulla tastiera del pc o dello smartphone. Vi è una totale distonia, inoltre, tra il mittente virtuale e il mittente reale: quando mi trovo personalmente di fronte al soggetto mi chiedo se sia il medesimo di whatsapp o di Facebook.

Perché la differenza di forma, di modi, di argomentazioni è abissale. Abbiamo perso il contatto con la realtà, il dialogo vis a vis non riusciamo più a reggerlo; se nel web ci improvvisiamo diretti eredi di Pascoli o di D’Annunzio, dal vivo il nostro livello scende al primate. E non si capisce più niente. E questo vale in amore, amicizia e sul lavoro. Oggi, nell’era dei social e “dell’internet” 4.0 non siamo più capaci a comunicare la banalità; persino i bambini si dimostrano più esperti e reali di noi nella loro semplicità. Costruire reti sociali solide, in questo modo, è assai complicato.

All’università ho avuto il piacere di studiare un testo in cui si citava il videogioco The Second Life, rivoluzionario nel 2003,  una sorta di Avatar tanto per capirci. Ebbene, forse il “gioco” sta prendendo il sopravvento; forse sta diventando quasi lecito scrivere la qualunque dietro ad un dispositivo elettronico per poi rimangiarsi tutto o far finta di nulla quando gli sguardi si incrociano.

Del resto viviamo in un’era in cui le fake news hanno più seguito delle notizie vere e proprie, quindi di che stupirsi? Ecco perché il nostro ruolo diventa ancora più importante, se non fondamentale: non dobbiamo smettere di comunicare positività, educazione e gentilezza. Anche quando certe risposte ti lasciano basita, quando si urla e si grida senza ascoltare, quando si usano termini a sproposito senza conoscerne il reale significato e quando si semplifica all’inverosimile. I rapporti non si costruiscono dietro ad uno schermo, ma davanti ad un caffè.