Zozibini Tunzi, una rivoluzione vivente a Miss Universo

di Federica Pirola –

“Sono cresciuta in un mondo in cui una donna come me con il mio tipo di pelle e di capelli non è mai considerata bella” ha detto Zozibini Tunzi, poco prima di essere eletta Miss Universo 2019. Ad affiancarla sul podio sono state Miss Puerto Rico, Madison Anderson, e Miss Mexico, Sofia Aragòn. La classifica è già abbastanza eloquente da sola: parla di riscatto, orgoglio e bellezza naturale. Sembrerebbe che quest’anno a guidare il concorso siano state tematiche di una certa rilevanza, soprattutto se pensate al contesto nel quale sono inserite. Nonostante le perplessità sull’importanza data a questi eventi (seguiti da oltre 600 milioni telespettatori), Miss Universo 2019 può dirci qualcosa. 

Qualcuno ha definito la vincitrice “una rivoluzione vivente”. Effettivamente la sua biografia non lascia indifferenti: ventisei anni, laureanda in relazioni pubbliche, Zozibini Tunzi è sempre stata impegnata nella lotta contro la violenza di genere. Basta dare un’occhiata alla pagina Instagram della modella per rendersi conto della sua campagna per cambiare la narrativa sugli stereotipi di genere.

Orgogliosa della sua bellezza al naturale, Tunzi incoraggia le donne ad amarsi così come sono. Queste parole possono però sembrare facili e vuote, se a pronunciarle è Miss Universo, con la sua fascia e la sua corona addosso. Da una parte, la prima sudafricana di colore ad essere incoronata Miss Universo lascia aperta la speranza che gli stereotipi di genere possano scomparire presto. Dall’altra parte, per affermare ed essere megafono di un tema così caldo, è passata proprio dal palco che celebra e incarna i pregiudizi di genere: un concorso di bellezza.  

Queste purtroppo sono le contraddizioni in cui spesso ci si inciampa, ma è proprio la più bella a dare una chiave di lettura del presente. Nelle ultime fasi dell’evento, Tunzi ha sostenuto che la cosa più importante che le ragazze hanno bisogno di imparare è la leadership. Il suo discorso rende onore al palco di Atlanta, perchè parla “di qualcosa che è mancato alle ragazze e alle donne per molto tempo, e non perchè non la vogliamo” precisa, “ma per quello che la società ha deciso che le donne devono essere.”. 

In tal senso, è ammirevole la figura di Angeline Flor Pua tra le favorite alla vittoria finale. Originaria delle Filippine, la 24enne di Anversa a settembre ha ottenuto il brevetto aereo e in passato è stata contattata dalla compagnia Emirates. Insomma, la sua bussola è sempre stata la passione di volare e diventare pilota. Alla sera negli studios di Atlanta, di giorno al comando di un aereo.

Forse è questo il messaggio di quest’anno: che noi donne andiamo bene così, con le nostre imperfezioni e i nostri sogni. Solo una cosa lascia perplessi: perché dobbiamo ribadirlo ancora?

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