Come dimostrare ai vostri bambini dubbiosi che Babbo Natale esiste, attraverso la filosofia

Come dimostrare ai vostri bambini dubbiosi che Babbo Natale esiste, attraverso la filosofia

19 Dicembre 2019 0 Di il Cosmo

di Elisabetta Testa –

Si avvicina il Natale e, soprattutto per i più piccoli, inizia quel periodo dell’anno in cui si attende con gioia l’arrivo di Babbo Natale. 

Letterine, pensierini, liste di desideri attendono un Babbo sempre più indaffarato, alle prese con consegne di doni e richieste da accontentare. 

Sì, ma Babbo Natale dopo una certa età smette di esistere e, con lui, se ne vanno anche i sogni tipici di una tenera giovinezza rimpianta. 

Eppure, filosoficamente parlando, esiste una prova che potrebbe dimostrare l’esistenza di Babbo Natale. 

Si chiama prova ontologica e nasce dalla filosofia di Anselmo d’Aosta (1033 – 1109), per testimoniare la reale esistenza di Dio. 

Contenuta nel suo Proslogion, la prova afferma che Dio è “id quo maius cogitari nequit”, ovvero “ciò di cui non può essere pensato il maggiore”. 

Sì, ma che significa in parole semplici? Significa che Dio deve esistere in quanto non si può pensare un Ente maggiore di lui. 

Dio, secondo la filosofia di Anselmo, esisterebbe per forza nella mente di tutti gli uomini (esse in intellectu, in latino). 

Quello che si vuole dimostrare con questa prova è l’esistenza di Dio non solo nella mente dell’uomo, ma anche nella fattività (esse in re). Se Dio, infatti, non esistesse nella realtà, ma solo nei pensieri umani, non sarebbe “ciò di cui non può essere pensato il maggiore”, in quanto non sarebbe un Essere perfetto, ma manchevole. 

Ciò che colpisce, però, è la fragilità di questa prova ontologica, ma nello stesso tempo la sua versatilità. 

Ognuno di noi, infatti, ha in mente un certo ente di cui non si può pensare il maggiore. Gli stessi bambini, probabilmente, penseranno a Babbo Natale come l’essere perfetto. 

Proprio alla luce di questo pensiero, secondo la prova ontologica, Babbo Natale sarebbe “id quo maius cogitari nequit” e, pertanto, sarebbe impossibile non esistesse. Se Babbo Natale non esistesse nella realtà, ma solo nella mente dei bambini, ecco che non sarebbe più l’essere perfetto immaginato e descritto. 

Ovviamente si tratta di supposizioni goliardiche e scherzose, che, però, possono essere sottoposte ai più piccoli, magari dubbiosi dell’esistenza di questo fantomatico Babbo. 

“Se ciò di cui non si può pensare il maggiore può essere pensato non esistente, esso non sarà più ciò di cui non si può pensare il maggiore, il che è contraddittorio. Dunque ciò di cui non si può pensare il maggiore esiste in modo così vero, che non può neppure essere pensato non esistente”. 

E allora… che Babbo Natale sia!