Lega: Salvini rompe con Bossi e il passato

Lega: Salvini rompe con Bossi e il passato

19 Dicembre 2019 0 Di il Cosmo

di Alessandro Pignatelli –

Matteo Salvini manda in soffitta Umberto Bossi e i vecchi arnesi nella Lega Nord. Il 21 settembre, durante il Congresso nazionale di Milano, verrà sancito il nuovo nome della Lega nazionale: ‘Lega per Salvini Premier’. Qui confluiranno tutte le sezioni regionali autonome create nei mesi scorsi. Un appuntamento, sotto le festività natalizie, che in realtà viene fatto passare molto sotto silenzio. Quello che si sa è che il Capitano farà il possibile per mettere le distanze tra sé e il Senatur. 

Si conoscono i tre punti all’ordine del giorno: “Modifiche dello statuto, proposte per il rilancio economico, la crescita e il lavoro in Italia e le comunicazioni del segretario federale”. Niente più secessione, Padania, fors’anche Pontida. La nuova Lega vuole essere assolutamente nazionale, anzi già lo è. Verrà concessa la possibilità di essere iscritti a più movimenti, il che non impedirà a chi ha la tessera della vecchia Lega, di far parte anche di quella nuova. Tutti saranno con Salvini, su questi non ci sono sorprese, quasi un plebiscito: 480 – 490 su 500 delegati che saranno presenti all’Hotel Da Vinci.

Durante il congresso si parlerà anche del nuovo capo della vecchia Lega. Qualcuno ipotizza che il ruolo verrà affidato ancora a Umberto Bossi, al momento solo presidente, qualcun altro pensa che Salvini affiderà la carica a un suo fedelissimo, che farà da segretario e commissario. Potrebbe allora essere Alessandro Morelli, deputato milanese, già voce di Radio Padania. Ma il 21 dicembre, come hanno già scritto alcuni, sarà semplicemente la firma su una pratica già avviata da tempo: Salvini scenderà dal Carroccio di Alberto da Giussano per salire sulla macchina sovranista. Metterà l’abito italiano, tricolore. Giancarlo Giorgetti, il numero due, già ha apparecchiato la tavola: “Il cambio nei fatti già è avvenuto”, ma poi forse spinto da un ultimo sussulto di scaramanzia, ammette anche: “Aspettiamo di sentire Salvini, è un congresso”.

Abbiamo parlato del cambio di statuto inserito nell’ordine del giorno. Verranno aboliti i soci militanti, rimarranno i soci sostenitori, che già oggi non hanno però diritti e peso politico. Salvini monarca assoluto, “un uomo solo al potere”. Poi preludio alla nascita di una fondazione Lega Nord. “Entro la fine del prossimo anno stanno pensando di trasformare il vecchio partito in fondazione come fece il Pds con il Pci. Pare che il vecchio partito lo tengano aperto lasciando iscritti solo i parlamentari europei, credo per ragioni di rimborsi elettorali, ma lo manterranno minimamente operativo per non perdere il diritto all’utilizzo del simbolo”. 

Poca roba. La nuova Lega non vuole avere niente a che fare con quella ‘verde’ che faceva il rito dell’acqua del Po. Non vuole avere conti in sospeso – vedi la vicenda giudiziaria dei 49 milioni di euro della truffa 2008 – 2010, con il debito contratto con i giudici di Genova – anche perché Salvini si è sempre tenuto ben lontano da quell’episodio: “Quella vicenda riguarda una storia passata, io non ero neanche alla segreteria in quegli anni”. Cambiare nome non significa scappare, insomma, ma metterci una pietra sopra. Come la Lega di Salvini ha fatto sempre di più negli ultimi tempi: ripulirsi, perdere il pelo (e il vizio) di partito razzista verso i meridionali, che ora votano il Matteo leghista, diventare ed essere sempre di più la guida del centrodestra, in attesa che le urne premino con i risultati questo cambiamento. 

Il Fatto Quotidiano così ha raccontato ciò che sta per avvenire: “Gli interessati sono stati convocati con un messaggio scarno a fine novembre, l’attenzione dell’opinione pubblica (e degli stessi leghisti) in quei giorni sarà concentrata sulla sessione di bilancio. Un atto solenne che si compie nel silenzio: la transizione verso il nuovo soggetto politico che ha già eletto 180 parlamentari da ogni parte d’Italia, centro, sud e isole comprese e nel cui statuto non compaiono solo le nazioni padane, ma 22 associazioni regionali, da Nord a Sud; dalla Valle d’Aosta alla Sardegna”.

“Senza per questo sciogliere il Carroccio che è il soggetto politico debitore verso lo Stato dei contributi percepiti e non dovuti per 49 milioni di euro su cui è stato raggiunto un accordo di rateizzazione con la Procura di Genova. Proprio per questo la Lega dei padri fondatori almeno per ora non dovrà morire. Anche se nulla è più un tabù, nemmeno la possibile cancellazione di ogni riferimento dallo statuto alla figura di Umberto Bossi presidente federale a vita”.

E poi è entrato ancora di più nei dettagli il quotidiano: “Per ora viene mantenuto anche il doppio binario per le contribuzioni dei parlamentari alle casse del partito (o meglio dei due partiti). Ma a differenza del bilancio del Carroccio (che ha chiuso l’anno con una perdita di circa 16 milioni, causa debito con lo Stato), la nuova creatura salviniana prospera, anche grazie al 2 per mille, che alla Lega per Salvini premier ha fruttato nel 2018 il doppio rispetto alla “vecchia”Lega. La quale oltretutto ha pure alle calcagna la Commissione per la trasparenza dei partiti politici che controlla la regolarità dei resoconti”.

Tanto più che “il tesoriere Giulio Centemero è ancora alle prese con le richieste di chiarimento arrivate dagli uffici della Commissione di Palazzo San Macuto rispetto al resoconto 2017. Richieste che non sono state ancora soddisfatte. La Commissione da ultimo, il 14 novembre scorso, è infatti tornata alla carica per chiedere ‘l’esibizione dei verbali relativi ai finanziamenti alla Editoriale Nord e a Media Padania’. Che però Centemero non trova. In entrambi i casi infatti – ha scritto il tesoriere – ‘il verbale in oggetto non è stato possibile reperirlo’ per ché forse ‘oggetto di sequestro da procure che a oggi hanno in mano tutta la nostra documentazione in originale’. Ha fatto mettere invece da subito agli atti che ‘non sono state costituite fondazioni o associazioni i cui organi direttivi siano stati anche parzialmente determinati dal partito’. Insomma nessun rapporto tra la Lega e la onlus Più Voci di cui Centemero è presidente (e indagato per finanziamento illecito per le donazioni dell’imprenditore romano Parnasi)”.

Come si può capire, è una Lega che guarda avanti quella che il 21 dicembre si ritrova a Milano, ma è anche un movimento che qualche conticino con il passato lo deve ancora fare. E non solo con il periodo 2008 – 2010, in cui effettivamente Salvini non c’era, ma anche con anni più recenti in cui il Capitano era invece già ben saldo in sella. Cerca comunque di smarcarsi come il miglior attaccante di calcio il segretario nazionale leghista. Forte dei consensi, che gli arrivano dalla gente e dai delegati, letteralmente convinti di aver finalmente trovato la persona che porterà la Lega a essere da sola al comando. Dell’Italia. Non più solo della Padania secessionista che, tra l’altro, mai è riuscita nel suo intento.