Manovra: cinque nuove tasse nel 2020 

di Alessandro Pignatelli –

Al ballo delle debuttanti del 2020, arrivano cinque nuove tasse. Sono contenute nella Manovra economica: dalla plastic tax alla sugar tax, passando per la tassa sulla fortuna. La tassa sulla plastica è stata ridotta a 45 centesimi al chilo grazie a un emendamento; la sugar tax arriverà, ma solo a ottobre. Poi ecco la Robin tax, vale a dire l’addizionale Ires, che sale del 3,5 per cento per i concessionari di autostrade, porti, aeroporti e ferrovie. Sempre nella Legge di bilancio, ecco la rimodulazione della tassa sulle auto di proprietà delle aziende e, come detto, la tassa sulla fortuna, al 20 per cento delle vincite oltre i 500 euro. 

Andiamo con ordine. La plastic tax fa parte del pacchetto di norme a favore della sostenibilità ambientale. Si pagheranno 45 centesimi al chilo per i prodotti monouso. Tra i materiali sottoposti alla tassa, anche il tetrapak. Dovremo tutti farci i conti con questo nuovo balzello, dal prossimo mese di luglio. Sono esclusi la plastica riciclata e i prodotti con materiale di plastica inferiore al 40 per cento. 

Quella che è stata definita la tassa sullo zucchero, e che entrerà in vigore da ottobre, è in realtà caratterizzata dalle bevande analcoliche zuccherate, a cui bisognerà aggiungere 10 centesimi al litro. È la sugar tax, da pagare dal primo ottobre del 2020. Lo slittamento da gennaio – data ipotizzata all’inizio per l’entrare in vigore – a ottobre comporta un minor gettito pari a 175,3 milioni di euro. 

Terzo balzello è la Robin tax, l’addizionale Ires del 3,5 per cento per concessionari di autostrade, porti, aeroporti e ferrovie. L’addizionale si pagherà per tre anni: 2019 – 2021. Il vice ministro Antonio Misani ha spiegato: “All’inizio era prevista una platea di concessionari più vasta, ma poi c’è stata una riflessione per evitare il rischio che l’aumento ricadesse sulle bollette”. L’Ires sale dunque dal 24 al 27,5 per cento.

Sì, pagheremo anche la fortuna. Dal primo marzo, il prelievo sulle vincite superiori a 500 euro salirà al 20 per cento. È la cosiddetta tassa sulla fortuna, che comprende pure le lotterie istantanee come i Gratta e Vinci. In caso di vincita alle new slot sopra ai 200 euro, dal 15 gennaio avremo un prelevamento forzoso del 20 per cento. Rivisti poi il prelievo erariale unico (Preu) e il payout (65 per cento), ossia la percentuale di somme giocate destinate alle vincite. L’obiettivo della tassa sulla fortuna è andare a coprire la revisione di sugar e plastic tax.

Ci sarà una nuova tassazione sulle auto aziendali, dal primo luglio del prossimo anno. Riguarderà le nuove immatricolate. Il fringe benefit scende al 25 per cento per le auto non inquinanti, sale dal 40 al 60 per cento, nel 2021, per le auto che inquinano maggiormente, in base al livello delle emissioni. La revisione della norma annulla il nuovo gettito. Nella prima formulazione, lo Stato aveva previsto di incassare 330 milioni di euro nel 2020. 

Ci sono anche altre novità, inserite quasi al fotofinish, all’interno della Manovra. Rimane la detrazione del 19 per cento per le spese sanitarie, senza vincoli di reddito. Cancellata, invece, la stretta sui bonus fiscali per i redditi alti, prevista dal ddl bilancio. Arriva il bonus facciate, ma non sono compresi gli alberghi. Ci sarà una detrazione del 90 per cento in dieci anni per le “spese documentate, sostenute, nell’anno 2020, relative agli interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o al restauro della facciata esterna degli edifici”.

Sempre restando in tema di immobili, per gli interventi di riqualificazione energetica di aree comuni degli edifici condominiali, invece della detrazione prevista si potrà richiedere direttamente lo sconto nella fattura. Chi ha eseguito i lavori, verrà poi rimborsato con un credito d’imposta. Questo sconto è possibile per lavori con importo superiore ai 200 mila euro. Lo sconto in fattura era stato già pensato nella prima versione della norma, ma successivamente era stato cancellato con un emendamento. Torna, invece, anche se sotto forma leggermente modificata.

Slitta dal luglio 2020 al 1° gennaio del 2022 la fine del mercato tutelato per l’energia. Si è stabilito che il Mise, sentita l’Autorità per l’energia (Arera), entro marzo decida “modalità e criteri dell’ingresso consapevole” nel mercato libero dei clienti finali. Arriva una stretta ai fornitori di energia elettrica: entro marzo, infatti, ci saranno nuovi limiti per entrare nell’Elenco dei soggetti abilitati, “a tutela dei consumatori”.

Sale la portata delle clausole di salvaguardia che riguardano le accise sui carburanti, a partire però dal 2021. Resta la piena sterilizzazione delle clausole per il 2020, ma nel 2021 c’è un’ipotesi di incremento di 303 milioni, nel 2022 di 651 milioni, nel 2023 di 132 milioni. Se non si troverà il modo di disinnescarla, la clausola porterà inevitabilmente ad aumenti dell’accise sulla benzina da 1,221 miliardi nel 2021, da 1,683 miliardi nel 2022 e da 1,954 miliardi nel 2023.

La Manovra prevede anche una detrazione Irpef del 22 per cento per l’iscrizione (età dai 5 ai 18 anni) per le famiglie con basso reddito a scuole di musica e conservatori. L’agevolazione dovrebbe valere per importi non superiori a mille euro e soltanto per contribuenti con redditi complessivi fino a 36 mila euro. 

Viene rivista la Tobin Tax, ossia l’imposta sulle transazioni per strumenti finanziari derivati, swap, futures e contratti a termine. È prevista un’aliquota dello 0,4 per cento da applicare a tutte le transazioni “indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei contratti per differenza”. È stata decisa una proroga, anche per il 2020, del credito d’imposta del 30 per cento per le spese effettuate dalle piccole e medie imprese per la partecipazione a fiere internazionali, con la conferma di 60 mila euro per il tetto di spesa su cui applicare il credito d’imposta. 

Via libera a un altro emendamento importante, quello che proroga e innalza dal 30 al 40 per cento la quota rosa nei Consigli d’amministrazione delle società quotate in Borsa. Infine, ci saranno penali per le cosiddette ‘bollette pazze’ da parte dei fornitori di energia, gas, telefonia, televisione e internet. Se viene accertata l’illegittimità dei costi per consumi non dovuti o per addebiti di spese non giustificate, l’utente avrà diritto non solo al rimborso, ma anche al pagamento di una penale pari al 10 per cento della somma non dovuta, per un importo non inferiore a 100 euro.

Interessante, alla fine, è capire se pagheremo di più o di meno in valore assoluto nel 2020 rispetto al 2019. Secondo la Commissione europea, il rapporto tra entrate totali e Pil aumenterà dello 0,1 per cento, ma ci sono altri calcoli che prevedono aumenti superiori (dello 0,2-0,3 per cento). Le entrate del 2020 saranno di sicuro molto inferiori a quanto avremmo pagato senza la Manovra di bilancio. La composizione del prelievo sarà diverso.

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