Tutti pazzi per Tinder, la App di incontri più gettonata

di Fabiana Bianchi –

Per averla usata o anche solo per sentito dire: pressoché tutti conoscono Tinder, una delle applicazioni più gettonate per gli incontri. L’azienda ha ora pubblicato il suo consueto report annuale, che attraverso le statistiche permette di disegnare un ritratto generazionale dai tratti piuttosto curiosi. 

Il focus del report è sulla cosiddetta “Generazione Z”, che include le persone nate tra la seconda metà degli anni Novanta e la fine degli anni Duemila. La fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni costituisce circa la metà dell’utenza mondiale dell’applicazione. «Che si tratti di sostenere cause nelle loro biografie o di menzionare temi come i cambiamenti climatici e l’ambiente, è chiaro che la Generazione Z è connessa al cambiamento del mondo» osservano dai vertici di Tinder. Perché andare a caccia di avventure non significa necessariamente farlo con leggerezza. «La generazione Z – proseguono – tende maggiormente a menzionare cause o missioni rispetto ai viaggi nelle loro biografie, in contrasto con i Millennial, che tendono a parlare tre volte di più dei viaggi. Espressioni come “cambiamento climatico”, “giustizia sociale”, “l’ambiente” e “controllo delle armi” sono in cima alla lista delle cose che interessano alla generazione Z».

Ecco che Tinder dà dunque atto dei tempi che cambiano: se i Millennial sono la generazione che ha accorciato le distanze nel mondo, quella dei voli Ryanair e del cibo etnico, la generazione Z sembra invece avere trovato la sua dimensione in una nuova consapevolezza. Insieme ai top corti e ai pantaloni a vita alta, la generazione Z sembra destinata a riportare in auge dagli anni Novanta carichi ben più importanti: il messaggio incarnato da Michael Jackson con la sua “Earth song”. Certo, qualche cinico dirà sicuramente che è tutta moda, che è colpa di quella Greta che mette in testa cose strane ai giovani. Che è una tendenza del momento che domani sarà passata. Magari anche. Intanto però se ne parla. Ed è curioso che i giovani scelgano anche una realtà come Tinder per farlo, in cui ci si attenderebbe una certa leggerezza dei contenuti.

Di cosa parlano i ragazzi su Tinder? Si va dai supereroi al femminile ai temi strettamente connessi alla natura, come il “Green new deal”. Una parte rilevante della comunicazione online, piaccia o meno, è ormai costituita dalle “emoji”. E, curiosamente, una di quelle che ha registrato un maggiore incremento di utilizzo nelle biografie su Tinder è il cosiddetto “facepalm”, con la mano a coprire il volto in un gesto di scoramento. L’aumento è stato del 41%. Questo sembrerebbe indicare un 2019 piuttosto sconfortante per molte persone. Largamente impiegata anche l’emoji con l’arcobaleno: l’aumento è stato del 15%. «Il 30% di persone in più – riferisce inoltre Tinder – ha usato quest’anno le opzioni relative a “più generi”, rispetto all’anno scorso, come un modo migliore per riflettere le loro autentiche personalità».

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